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Alternanza scuola-lavoro: accordo tra il Galilei e la clinica Siligato

di CAROLA MILANA

CIVITAVECCHIA – “Un grande giorno per il Galilei”: così ha esordito la professoressa Lorella Battilocchio, referente del progetto che vedrà gli alunni dello Scientifico impegnati in un’alternanza scuola-lavoro molto professionale. All’interno del potenziamento delle attività biomediche inizia infatti la collaborazione con la Clinica Siligato, partendo dalle classi terze, per quegli alunni che vogliono avvicinarsi alla carriera medica. «Sono progetti molto importanti per i ragazzi – ha spiegato il professor Riccardo Fatarella, docente di management delle aziende sanitarie alla Luiss ed esperto di organizzazione e gestione dei servizi sanitari – perché  uno dei problemi del nostro Paese è la lontananza tra sistema produttivo, imprese e strutture che erogano prestazioni e le scuole. Avere un contatto all’inizio delle loro formazioni è un punto importante per un feedback positivo riguardo gli insegnamenti e per il loro orientamento. Impareranno a conoscere cosa vuol dire sanità ed organizzazione sanitaria». Si inizia con una lezione magistrale di economia sanitaria tra le classi dello stesso Liceo: gli studenti apprenderanno direttamente sul campo, entrando nei laboratori e potendo assistere alle visite dei pazienti. «Il punto importante – ha sottolineato il professor Amaturo, della Siligato – è poter aderire a questo progetto della scuola proprio per venire incontro alle esigenze dei ragazzi, dando a livello sanitario un primo impatto, potendo vedere le attività che si svolgono in una clinica e cominciare localmente per dare idea delle alternative di ciò che potranno svolgere all’interno delle strutture». La Dirigente Scolastica Maria Zeno oltre a ringraziare la professoressa Battilocchio, i docenti dell’istituto ed i professori Amaturo e Fatarella, ha dichiarato che «i percorsi di alternanza grazie alla rimodulazione si spostano sull’orientamento per rimanere collegati il più possibile al curriculum scolastico. Mi piace l’idea che i ragazzi comincino a proiettarsi nel futuro». 

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