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Port Utilities: sindacati preoccupati

Port Utilities: sindacati preoccupati

Parti sociali convocate dalla società dopo l’avvio del procedimento di decadenza della concessione dei servizi da parte dell’Adsp. Pronti a chiedere un tavolo a Molo Vespucci per affrontare eventuali problemi e trovare una soluzione adatta

CIVITAVECCHIA – Si dicono preoccupati i sindacati per le possibili ripercussioni occupazionali che potrebbero nascere se venisse portato a compimento il procedimento di decadenza  della concessione dei servizi di interesse generale da parte dell’Autorità di Sistema Portuale. E lo sono all’indomani dell’incontro avuto con i vertici di Port Utilities la società destinataria del provvedimento firmato Molo Vespucci. Una riunione voluta proprio dalla dirigenza della società di interesse generale del porto, per cercare di approfondire le motivazioni e le questioni inerenti il procedimento comunicato l’11 dicembre scorso, il giorno dopo che all’Adsp era stata inviata una richiesta di incontro, da parte della Port Utilities, a seguito di una fitta corrispondenza tra le due parti, su determinati aspetti della concessione. Di fronte ai sindacati, quindi, la società ha informato dei potenziali riflessi sui livelli occupazionali prodotti dal provvedimento adottato dall’Adsp.

«Provvedimento – ribadito più volte dal Port Utilities – fondato su addebiti del tutto illegittimi e privi di fondamento in quanto basati su elementi di fatto non corrispondenti ai reali accadimenti e su presupposti giuridici palesemente e strumentalmente erronei». Un copione di fatto già visto, considerato il percorso intrapreso dai sindacati con Port Mobility, destinataria di un procedimento simile, questa volta relativo però alla revoca del servizio di navettamento crocieristico. «Prendiamo atto di questa situazione – ha commentato Fabiana Attig dell’Ugl – e cerchiamo di vederci chiaro. Abbiamo chiesto alla società dei documenti per approfondire la questione, capire gli aspetti della concessione messi in dubbio dall’Adsp, che sarebbero talmente gravi da aprire addirittura alla decadenza della concessione».

Attig stigmatizza il mancato dialogo con Molo Vespucci, riferendosi in particolare al piano di investimenti di Port Utilities, improntato all’efficientamento energetico, presentato nel 2016 e contestato oggi, dopo due anni. «Chiederemo urgentemente un incontro all’Adsp» ha chiarito Attig, alla quale ha fatto eco Alessandro Borgioni della Filt Cgil. «Credo sia importante – ha spiegato – aprire un tavolo e mettere al centro il buonsenso: se ci sono problemi vanno affrontati, senza passare necessariamente e subito per una soluzione come la decadenza di una concessione, procedimento pesante. Occorre tentare la strada del dialogo, come quella intrapresa già per Port Mobility. Siamo preoccupati per le possibili ripercussioni dal punto di vista occupazionale e sui possibili effetti, anche economici, in caso di contenziosi. Si tratta dell’ennesima vertenza sospesa che rischia di far perdere di vista la necessità di sviluppare, intercettare e potenziare i traffici per far crescere il nostro scalo».    

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