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La farsa della diretta streaming che non c’è stata

La farsa della diretta streaming che non c’è stata

La denuncia dei consiglieri De Angelis, Orsomando e di Fratelli d’Italia Liberamente: «Qualcuno dovrà prendersi le responsabilità di quanto successo in consiglio comunale»  

di TONI MORETTI

CERVETERI – I consiglieri Aldo De Angelis, capogruppo di Legalità e Trasparenza, Salvatore Orsomando di Forza Italia e di Fratelli d’Italia Liberamente, denunciano come la diretta streeming del 24  gennaio in consiglio comunale non c’è stata e si chiedono se è stato un sabotaggio o una beffa. Stigmatizzano il comportamento del presidente del consiglio, Carmelo Travaglia che a loro avviso non poteva non sapere dell’assenza dello streeming tv eppure «da buon cavalier servente, ha aperto la seduta come se nulla fosse raccomandandosi e richiamando al rispetto di non riprendere nulla e non fare foto/video perché presente la  “Diretta Streaming”».
«Noi consiglieri di opposizione – continuano – dopo aver letto e parlato per ore oltre che aver combattuto su ogni punto avevamo già percepito che vi era qualcosa di “strano” ma ci spieghiamo, soltanto oggi, i velati sorrisini di scherno del Sindaco e gli irriverenti atteggiamenti e mormorii dei consiglieri di maggioranza durante i lavori in aula, chissà forse perché così sicuri che nessuno li avrebbe mai visti in tv ?. Insospettiti da tutto questo, subito dopo il Consiglio Comunale e nei giorni a seguire, ci siamo interfacciati con gli esponenti di FdI Cerveteri LiberaMente, presenti in sala e testimoni di quanto stava ed era accaduto, per cercare di verificare tutti insieme se vi fosse stata oppure no, la trasmissione video in streaming del consiglio».
Dicono successivamente di aver mandato una lettera chiedendo una risposta scritta alla società Cedat 85 srl che gestisce il servizio e che la stessa ha così risposto: «Noi non abbiamo ricevuto alcuna convocazione per il consiglio del 24, abbiamo avuto modo di confrontarci telefonicamente con la segreteria del comune e c’è stato detto che non si è tenuto alcun consiglio. Alle ore 15,30 proveremo a contattare nuovamente la segreteria per chiedere ulteriori spiegazioni a fronte della vostra richiesta scritta» e successivamente, la stessa società Cedat 85, ha fornito un ulteriore nota dicendo «Buonasera, la segreteria ci ha assicurato che sistemano tutto loro. Non è colpa nostra». Si avete capito bene. Non è colpa loro. E allora di chi è? «Ora Basta. Qualcuno dovrà prendersi le responsabilità oggettive di quello che è successo, qualche testa dovrà pur cadere, se non altro per rispetto e pudore nei confronti di Cerveteri. Forse, alla luce di tutto, chi si dovrebbe dimettere è proprio lo stesso Presidente del Consiglio Travaglia che avrebbe dovuto garantire i diritti dei consiglieri e che, invece, ha fatto “orecchie da mercante”. Vergogna», concludono.
Sarebbe interessante riuscire a sapere le motivazioni vere per le quali si è inibita la possibilità ai cittadini di seguire in diretta le fasi di quel consiglio o per lo meno chi è stato l’ispiratore di un tale gesto e la motivazione politica che lo ha reso funzionale perchè si sa, a volte, una bugia vale più di mille verità.

 

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