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San Giorgio, Consorzio Etruria: ''Non ci dicano che siamo abusivi''

San Giorgio, Consorzio Etruria: ''Non ci dicano che siamo abusivi''

Il presidente e il vicepresidente Luigi Terzini e Luciano Brusciotti, sbottano e si dicono pronti a portare gli atti in Procura  

TARQUINIA – San Giorgio e cabina di regia. Chi si chi no e scoppia il caso. A sollevarlo – dopo i già ripetuti interventi dell’ex consigliere comunale Gianni Moscherini, che in un’assemblea odierna (10,30 Alberata) tornerà sul caso -, sono i l presidente e il vicepresidente del Consorzio Etruria, Luigi Terzini e Luciano Brusciotti, pronti a mandare tutti gli atti alla procura di Civitavecchia. A ripercorrere l’intera vicenda sono i due rappresentanti di uno dei cinque Consorzi che compongono l’area di San Giorgio da decenni in attesa di una regolamentazione urbanistica mai giunta a compimento.  «Il 9 febbraio prossimo abbiamo convocato un’assemblea straordinaria dei soci. – spiegano Terzini e Brusciotti – Tuteleremo i nostri interessi». 
L’Imu. Ecco i fatti. Con nota prot. D2/135296 del 10 settembre 2003 la Regione esprime parere favorevole al Piano di lottizzazione del Consorzio Etruria. Questo per certificare con documenti alla mano che non stiamo parlando di un Consorzio di “abusivi” come qualcuno ci ha definito perché, dalla nostra costituzione risalente al 1964, abbiamo sempre operato secondo le indicazioni del Comune di Tarquinia per giungere ad un risultato che rappresenta un nostro sacrosanto diritto: l’approvazione del nostro Piano. Quindi, che non ci dicano “abusivi”. Negli anni abbiamo sempre pagato l’Imu come terreno edificabile nonostante due sentenze della Corte Suprema di Cassazione sanciscano che, testualmente “Un terreno, ancorché edificabile, se non sono presenti piani attuativi, non può essere soggetto a pagare l’Imu come terreno edificabile“. Eppure, se qualcuno per errore ha pagato la tassa come terreno agricolo, il Comune ha subito inviato lettere di ravvedimento. Ed allora? Siamo noi gli abusivi o sono altri?» 
La convenzione. Ancora. «Con atto 3514 del 24 ottobre 1968 assunto a protocollo del Comune di Tarquinia – proseguono i due consorziati – con n. 13331 del 7 novembre 1968, il Consorzio Etruria firma una convenzione con il Comune di Tarquinia per la realizzazione delle opere di urbanizzazione. I costi Lire 51.393.400 sono stati interamente a carico dei soci. Tali opere vengono collaudate dall’ing. Mariano Marabottini il 30 settembre 1970. Prova ne sia che, il Pretore di Civitavecchia con sentenza 2353/73 del 28 gennaio 1975, riconosce ad un socio, B.A., la legittimità del permesso a costruire poiché scrive testualmente “Tali opere consistenti nella costruzione di strade, fognature, rete idrica ed elettrica e sistemazione di zone verdi e servizi, da un controllo effettuato tra un’udienza e l’altra dal geom. Cerasa sulla scorta del ricordato atto di convenzione risultano interamente eseguite’’. Ed allora siamo sempre noi gli abusivi?»
Il sì della Regione. «Come detto all’inizio, – aggiungono – con nota prot. D2/135296 del 10 settembre 2003, la Regione esprime parere favorevole al Piano di lottizzazione del Consorzio Etruria. Ma “controverse vicende burocratiche’’ come cita testualmente la nota del Comune stesso inviata alla Regione e riportata di seguito, non favoriscono il normale iter  e subentrano dei nuovi vincoli. Con tale nota 0024149 del 14 settembre 2006 il Comune di Tarquinia invia un sollecito alla Regione per “la riconsiderazione della classificazione ai fini della tutela paesaggistica “sottolineando che, testualmente  “ Tale richiesta viene confermata a fronte soprattutto della reale vocazione del territorio attualmente interessato da parziali urbanizzazioni derivanti da fenomeni di abusivismo, indotti anche dalle controverse vicende burocratiche degli ultimi decenni relative ai vincoli apposti dal P.T.P. a detta zone. L’area necessita di una riqualificazione ambientale possibile solo mediante uno strumento di pianificazione attuativo, come prevede il P.R.G. che ne recuperi e compensi il degrado, prevenendone ulteriore’’».
La discrezionalità del Comune. Nel 2012 il Comune chiede alla Regione un parere in merito alle tipologie di pianificazione urbanistica da adottare in zone del territorio comunale interessate da fenomeni di edilizia abusiva. La Regione con nota prot. 551614/2011 del 2 marzo 2012 risponde testualmente “in merito alle tipologie di pianificazione urbanistica attuativa in zone del territorio comunale interessati da fenomeni di edilizia abusiva …rientra nella discrezionalità di cui gode l’amministrazione comunale, la determinazione del contenuto della pianificazione (ossia la disciplina dell’uso del territorio), così come rientra la scelta circa l’utilizzo dello strumento di pianificazione ritenuto più idoneo tra quelli contemplati dalla legislazione statale e regionale in materia urbanistica “ aggiungendo che “La discrezionalità che assiste la potestà pianificatoria e le scelte urbanistiche del comune riguarda, in sostanza, tanto il fine quanto i mezzi’’».
La giunta Mazzola. Con delibera di giunta n. 111 del 23 giugno 2015 la giunta Mazzola richiamando la nota di cui sopra così si pronuncia testualmente: “Delibera di voler procedere alla redazione di piani di iniziativa pubblica per l’attuazione dei comprensori di zona “c” – Espansione residenziale… interessati da fenomeni di edilizia spontanea, sprovvisti di strumento urbanistico attuativo e compatibili con le tutele del territorio vigenti ‘‘. 
La giunta Mencarini. Con delibera di giunta n. 13 del 25 gennaio 2018 la giunta Mencarini richiamando la delibera n.111, la nota prot. 551614/2011 della Regione e la nota dell’Ufficio Tecnico prot. 1069 del 11 dicembre 2017 del responsabile del settore 10 in risposta alla richiesta dell’Amministrazione  che chiedeva al responsabile medesimo di “approntare uno schema sintetico delle tipologie di strumenti attuativi perseguibili a norma di legge che consentisse alla stessa amministrazione di individuare quello ritenuto migliore per risolvere le problematiche connesse ai comprensori in località San Giorgio “ritiene – testualmente-   opportuno, da un lato, confermare l’orientamento già espresso dalla precedente amministrazione di voler procedere alla redazione di uno strumento urbanistico di iniziativa pubblica per l’attuazione dei comprensori in località San Giorgio e dall’altro, preso atto della mancanza di perimetrazione dei comprensori, di accogliere in parte le richieste avanzate dal Settore 10 con la richiesta di direttiva del 20 novembre 2017 demandando allo stesso il compito di procedere all’affidamento dell’incarico finalizzato alla perimetrazione dei comprensori in località San Giorgio’’. Gli atti non sono finiti. «Con lettera prot. 8640 del 19 marzo 2018  – riferiscono Terzini e Brusciotti – il Responsabile del Settore 10 comunicava al Presidente del Consorzio Etruria che, testualmente. ‘‘I comprensori del Consorzio Etruria sono previsti quali oggetto delle apposite ed organiche iniziative disposte dalla citata legge ( legge regionale del 02/05/1980 n. 28 ) “specificando che, testualmente “La legge regionale 28/1980 dispone che la individuazione dei nuclei abusivi sia svolta mediante apposita perimetrazione …l’ufficio procederà nelle modalità di legge per l’esecuzione dell’indirizzo espresso dall’amministrazione con la deliberazione di giunta n. 13/2018 e successivi atti correlati “. Ma senza darne seguito alcuno».
Il commissario e la cabina di regia. Poi il Comune, venedo alle notizie più recenti,  è stato commissariato e il commissario Giuseppe Ranieri ha istituito, come già anticipato,  una ‘‘Cabina di Regia’’ invitando, secondo le indicazioni dell’Ufficio Tecnico, tutti i Presidenti dei Consorzi che avevano Piani approvati o in corso.  «Ai primi incontri della Cabina di Regia del 13 e 19 novembre 2018 non siamo stati invitati. – affermano Terzini e Brusciotti – Fatte le nostre rimostranze siamo stati ammessi a partecipare quali uditori il 3 dicembre 2018. Vista la discriminazione, abbiamo allora fatto scrivere una nota al commissario dal nostro legale, avvocato Sepe, in data 12 dicembre 2018 di 4 pagine, chiedendo di essere ammessi alla Cabina di Regia. La nota dell’avvocato Sepe così concludeva “si esprime fin d’ora riserva di impugnativa, avanti alle sedi competenti, dei provvedimenti amministrativi eventualmente adottati in difformità della presente richiesta, e di tutti gli atti ad esso collegati e presupposti, come pure, invece, dell’eventuale inerzia dell’Amministrazione’’». 
Natale e le ordinanze di demolizione. Il 17 dicembre sono state emesse dall’Ufficio Tecnico diverse ordinanze di demolizione a carico di soci del Consorzio Etruria. E il 21 dicembre, 3 giorni prima del Natale, è stato effettuato un ulteriore sopralluogo presso lo stesso Consorzio Etruria da parte di Polizia municipale e Carabinieri forestali. «Precisiamo – dicono i rappresentanti del Consorzio – che entrambi i Corpi in questione, nei sopralluoghi precedenti effettuati negli ultimi due anni, pur facendo rispettare la legge, hanno sempre agito con senso di umanità. L’ex consigliere comunale Moscherini che si è spesso speso per noi negli ultimi mesi, in un articolo pubblicato il giorno seguente sull’episodio dichiara testualmente “ Il Comune, attraverso i suoi uffici, ha mandato la Forestale e la municipale pochi giorni prima di Natale ad andare a verificare chi ha demolito e chi no …dopo che non hanno fatto nulla in 40 anni, adesso, a pochi giorni da Natale, mettono le famiglie in agitazione?’’.
Il giallo sulle esclusioni dalla cabina di regia. Nel successivo incontro della Cabina di Regia del 9 gennaio 2019 il Commissario in un passaggio risultante a verbale dichiarava testualmente “prendendo atto che ad oggi il tecnico di Etruria non è mai stato presente afferma che lo stesso fa parte della Cabina di Regia “prova ne sia che, a differenza delle altre lettere di convocazione nelle quali i nomi del presidente e del vice presidente del Consorzio Etruria, ad inizio verbale, non figuravano né tra i partecipanti per il Comune né tra i partecipanti per i privati, il 9 gennaio 2019 e il 17 gennaio 2019 entrambi i nominativi  vengono inseriti tra i “partecipanti alla Cabina di Regia “ per i privati». Inevitabile allora la conclusione. «Alla luce di tutto ciò – dicono Terzini e Brusciotti –  ci chiediamo: Perché nella delibera n. 5 del 25 gennaio 2019 il commissario non ci inserisce tra i facenti parte della Cabina di Regia ma solo tra gli invitati alle riunioni? E’ possibile che tutti i Consorzi, ma proprio tutti, alla data del 13 novembre 2018, avessero dei Piani con iter già in fase avanzata? Perché l’ufficio tecnico non ha applicato e continua ad ostacolare l’applicazione della legge 28/80 per il nostro Consorzio, benché le note di cui sopra ne richiamino la necessità e lo stesso Ufficio tecnico ce la impone nella lettera prot. 8640 del 19 marzo 2018? Hanno cambiato idea? O cos’altro? Ed infine. Cosa importante. Perché tra i soggetti pubblici della Cabina di Regia non viene citato l’architetto Proli che è stato incaricato dal Comune di redigere il progetto delle opere, pur sapendo che lo stesso, come risulta dai verbali, rappresenta 4 Consorzi facenti parte a pieno titolo della Cabina di Regia e che nel corso delle riunioni più volte, come risulta dai verbali, è intervenuto anche riguardo alla legge 28/80 dichiarando che, contrariamente ad altri tecnici interpellati, ma soprattutto contraddicendo anche la nota dello stesso Ufficio Tecnico, tale legge per il nostro Consorzio non può essere applicata? In chiusura dell’incontro del 3 dicembre 2018 il Commissario, saputo che l’Ufficio Tecnico aveva dato un incarico pubblico riguardante la Cabina di Regia all’architetto Proli che rappresentava 4 consorzi all’interno della stessa disse “Ma c’è conflitto di interessi!’’.  Uscendo dalla riunione della “Cabina di regia’’ del 9 gennaio 2019 – asseriscono Terzini e Brusciotti – il responsabile del settore 10 alla presenza di testimoni dichiarava che nella riunione appena terminata il commissario  aveva detto che, testualmente “Il Consorzio Etruria fa parte della Cabina di Regia “ ed ancora “ Per il Consorzio Etruria verrà applicata la legge 28/80 “. Questi sono i fatti. Cosa sta succedendo? Noi non siamo abusivi, non lo siamo mai stati. Siamo stanchi di essere trattati come tali».

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