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San Giorgio, Consorzio Etruria: ''Qualcosa non torna. Andremo fino in fondo''

San Giorgio, Consorzio Etruria: ''Qualcosa non torna. Andremo fino in fondo''

Il presidente Luigi Terzini e il vice Luciano Brusciotti tornano a contestare l’esclusione dalla cabina di regia. «Un’area all’interno del comparto A è inspiegabilmente dichiarata inedificabile dalla Regione nel Ptpr ancora da approvare perché ritenuta “zona agricola ad alto valore paesaggistico” ma in realtà non è distinguibile dalle altre zone urbanizzate»

TARQUINIA – «Ci sono famiglie che a breve, dopo anni, rischiano di trovarsi senza un tetto e senza una lira per aver investito i loro sacrifici in un progetto che controverse vicende burocratiche delle varie amministrazioni succedutesi hanno vanificato. E con la serenità delle famiglie non si scherza. E’ ora che se ci sono responsabilità emergano». Il presidente e il vicepresidente del Consorzio Etruria, Luigi Terzini e Luciano Brusciotti, tornano a rivendicare il pieno diritto del Consorzio a far parte della cabina di regia recentemente istituita dal commissario prefettizio per affrontare i problemi legati alla lottizzazione di San Giorgio, località di Tarquinia che attende da decenni una regolarizzazione urbanistica. I rappresentanti del Consorzio Etruria illustrano nel dettaglio l’iter seguito, enfatizzando le numerose discordanze riscontrate nel tempo, che di fatto hanno bloccato il piano.
Tante cose non tornano. «Siamo stati esclusi dalla ‘‘cabina di regia’’ – lamentano – abbiamo già raccontato le “inspiegabili” contraddizioni alla base del trattamento riservato al nostro Consorzio e ci riserviamo di produrre altri documenti che ci sono pervenuti che rendono la vicenda ancora più meritevole di approfondimenti. Tante, ma proprio tante cose non tornano. Ci siamo  riproposti di far conoscere alla gente come stanno effettivamente le cose.  È ora di finirla di etichettarci come abusivi».
Le contraddizioni di un vincolo agricolo a ridosso di aree urbanizzate. «Dal 2009 il Piano del Consorzio Etruria Comparto “A” è fermo in Regione perché sono state fatte delle osservazioni dal nostro Consorzio riguardo l’attribuzione di un ulteriore vincolo all’interno del Comparto da parte della Regione stessa – spiegano Terzini e Brusciotti – Il vincolo è un “ferro di cavallo” ben visibile sulla piantina relativa all’area. Nella piantina sono evidenziate le case con concessione in sanatoria (righe trasversali) e quelle che attendono l’esito del condono (reticolato), tutte con ricorso presentato al Tar.  «Tutto il Comparto “A” è stato dichiarato ricadente in zona C5 e quindi con possibilità di edificare. – spiegano Terzini e Brusciotti – Tutto a parte il “ferro di cavallo’’ che si vede ben evidenziato. All’interno del “ ferro di cavallo “non si può costruire perché l’area è stata dichiarata dalla Regione nel PTPR da approvare “Zona agricola ad alto valore paesaggistico». 
Le osservazioni al Ptpr. «Siccome l’iter della procedura di approvazione del PTPR da parte della Regione consente di partecipare mediante osservazioni da inviare al Comune, -spiegano i rappresentanti del Consorzio Etruria – noi abbiamo presentato la nostra, n. 9 prot. 12295 del 26 aprile 2008 che, a riguardo del vincolo a “ ferro di cavallo “, cita testualmente “Con riferimento ai caratteri ambientali e di paesaggio è certo che nello stato dei luoghi non sussista il carattere di “ zona agricola ad alto valore paesistico “ attribuito dal vincolo PTP. L’ambiente ha, invece, carattere di “zona residenziale’’ con case unifamiliari ed aree verdi di pertinenza. Per l’impianto viario interamente realizzato, per la tipologia della maggior parte delle costruzioni e per l’edificazione diffusa non è possibile “ in loco “ distinguere tra “ aree urbanizzate “ ed “ aree non urbanizzate “; alcuni spazi rimasti liberi ( soprattutto nella porzione centrale dell’insediamento ) appaiono piuttosto come slarghi che integrano un tessuto urbano già consolidato. Appare pertanto contraddittorio che il PTPR abbia mantenuto il vincolo su alcune porzioni dell’area che, invece, in nulla si distinguono da quelle “urbanizzate”».
La concessione in sanatoria del Comune. «Inoltre deve essere evidenziato che per molti degli edifici compresi nell’ambito considerato – proseguono Terzini e Brusciotti – il Comune di Tarquinia ha già rilasciato concessione in sanatoria. Il Comune con delibera del consiglio comunale 49 del 29 luglio 2008, sull’Osservazione di cui sopra da noi presentata, con la quale in sintesi si chiedeva, spiegandone le ragioni, di togliere il vincolo a “ ferro di cavallo “, si pronuncia scrivendo alla Regione  testualmente “La proposta è conforme alle previsioni di Prg e coerente con gli effettivi caratteri dei luoghi, inoltre uniforma concretamente l’area osservata alla pianificazione paesaggistica ed urbanistica delle porzioni di territorio immediatamente adiacenti come nella volontà del PRG vigente e come recupero stato dei luoghi “. Quindi il Comune ci dà ragione. Invitiamo le istituzioni a venirci a trovare, se non basta la piantina, per rendersi conto di persona se quella può essere considerata “Zona Agricola ad alto valore paesaggistico». Ci sono all’interno, come dice la nota, costruzioni già sanate a cui il Comune avrebbe dovuto portare le opere di urbanizzazione. Questo diritto è stato da anni ignorato. Siamo sempre noi gli abusivi?»
Dopo dieci anni ancora nessuna risposta dalla Regione. «Dal 2009 -spiegano dal Consorzio Etruria – attendiamo risposta dalla Regione all’osservazione presentata. Perciò il nostro legale, avvocato Sepe, ha inviato il 12 ottobre 2017 due note di “ istanza a provvedere “ a Comune  e Regione. Il Comune ha risposto con lettera 30539 del 25 ottobre 2017 scrivendo testualmente “Come previsto dalle norme sopra citate il Comune ha provveduto a raccogliere le osservazioni presentate al PTPR approvato dalla Giunta regionale e ad inviarle, unitamente agli atti e documenti richiesti dalle procedure di legge, alla struttura regionale competente ….. “. La Regione ha risposto con lettera 596421 del 23 novembre 2017 scrivendo testualmente “ Si comunica, con riguardo alle osservazioni, codificate con il n. 056050_cm 002_01_01 e 02_P, che le stesse sono state regolarmente acquisite dalla scrivente Area …e sottoposte alla valutazione congiunta con il MIBACT…il relativo iter procedurale è tutt’ora in corso “. “ Iter procedurale in corso “significa che il Ptpr doveva essere discusso in Regione il 14 febbraio 2009, e sottolineo 2009. Ma ogni anno viene prorogata la discussione. Siamo al 2019 e si parla che la discussione verrà rimandata ancora di altri 2 anni. E noi del Consorzio Etruria siamo sempre lì ad aspettare. Siamo sempre noi gli abusivi?»
I quesiti al Comune. «Siamo più volte andati in Regione per parlare con i funzionari dell’Ufficio tecnico ma nessuno ha saputo darci spiegazioni sul perché di quel vincolo. Non sappiamo se il Commissario è venuto sul posto. Lo invitiamo a farlo. Così scoprirebbe tante cose. A partire dall’esistenza delle opere di urbanizzazione di cui abbiamo parlato nel precedente articolo. Questi sono i fatti. Ed allora rifacciamo le stesse domande. – concludono Terzini e Brusciotti – Perché nella delibera 5 del 25 gennaio 2019 il Commissario non ci inserisce tra i facenti parte della Cabina di Regia ma solo tra gli invitati alle riunioni? E’ possibile che tutti i Consorzi, ma proprio tutti, alla data del 13 novembre 2018, avessero dei Piani con iter già in fase avanzata e che giustificassero un trattamento più favorevole rispetto a noi? Perché l’Ufficio Tecnico non ha applicato e continua ad ostacolare, l’applicazione della legge 28/80 per il nostro Consorzio, benché le note di Comune e Regione di cui all’articolo precedente ne richiamino la necessità e lo stesso Ufficio Tecnico ce la impone nella lettera prot. 8640 del 19 marzo 2018? Perché non si può procedere alla perimetrazione, come chiesto da diversi tecnici che ne confermano la fattibilità, su un territorio del nostro Consorzio che il Comune ha dichiarato con delibera del Consiglio Comunale n. 49 del 29 luglio 2008 di cui sopra, testualmente “conforme alle previsioni di PRG e coerente con gli effettivi caratteri dei luoghi”, e la Regione ha dichiarato “parzialmente aderente” in attesa del pronunciamento definitivo che potrebbe allinearsi con quello del Comune e rendere l’area totalmente edificabile? Come si può dire a chi fa parte di questo Comparto di essere abusivo? Ed infine. Se si è così scrupolosi e attenti nell’interpretazione della legge 28/80, come mai non lo si è altrettanto nel permettere che nei verbali, tra i soggetti pubblici della Cabina di Regia, non venga citato l’architetto Proli, che dovrebbe figurare in quanto è stato incaricato dal Comune di redigere il progetto delle opere pur sapendo che lo stesso, come risulta dai verbali stessi, rappresenta 4 Consorzi facenti parte a pieno titolo della Cabina di Regia? Qualcosa non torna. Andremo fino in fondo».

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