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Anche gli allevatori di Montalto in protesta

Anche gli allevatori di Montalto in protesta

GUERRA DEL LATTE. Manifestazione a Grosseto: i pastori hanno rovesciato decine di bidoni in strada La richiesta: un prezzo equo che non scenda al di sotto di un euro

MONTALTO – C’erano anche gli allevatori di Montalto di Castro e della provincia di Viterbo a protestare a Grosseto contro le politiche sul prezzo del latte. A piazza Barzanti l’asfalto è stato invaso da un’onda di colore bianco. I pastori, oltre 500 quelli provenienti da tutta Italia, hanno riversato decine di bidoni del latte in segno di protesta, per solidarizzare con i colleghi della Sardegna impegnati ad intraprendere una nuova trattativa che fissi il prezzo del latte non al disotto di un euro al litro.

«Non possiamo più tornare indietro – hanno detto i pastori di Montalto che domenica scorsa in circa 400 provenienti da diverse parti –  si sono incontrati al complesso San Sisto per fare il punto della situazione e avviare le linee guida da intraprendere – poiché è una battaglia per il nostro futuro, per le nostre famiglie». La manifestazione ha visto anche la presenza dei cittadini, tutti a favore dei pastori che intendono stringersi attorno a un tavolo per costruire le trattative. «Non vogliamo essere rappresentati da nessuno – ha spiegato un manifestante – e non intendiamo retrocedere perché il nostro lavoro è fatica, è sacrificio». «L’intento dei pastori è quello di scendere in piazza numerosi e chiedere di un prezzo equo del latte – hanno spiegato -. Abbiano iniziato a Siena e porteremo avanti la protesta in tutta Italia».

Intanto il presidente nazionale di Assotutela, Michel Emi Maritato ha espresso solidarietà ai pastori: «Siamo vicini ai tantissimi pastori in questi giorni in protesta per denunciare il prezzo troppo basso, circa 60 centesimi al litro, del latte raccolto nelle campagne sarde. Un prezzo ridicolo, fuori mercato, che non permette agli allevatori di rientrare delle spese di produzione che, di conseguenza, mette in serio pericolo le attività imprenditoriali, con grave documento per tutto il comparto lattario e caseario”. “Un contesto complicato e preoccupante, che necessita di risposte istituzionali immediate ed efficaci. – ha aggiunto – Aziende e posti di lavoro sono a rischio, ci auguriamo che il ministro Centinaio e il governo Conte agiscano repentinamente e diano certezze al settore. Siamo solidali con gli addetti ai lavori, la cui protesta si è allargata dalla Sardegna ad altri territori della Penisola, come a Montalto di Castro dove erano in 400 per esprimere il loro dissenso contro il prezzo attuale del latte”. 
«Seguo con molta attenzione la tematica della filiera ovicaprina, strategica per il Lazio – ha detto invece il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – Ho appreso della volontà del ministro Centinaio di incontrare i pastori sardi e ritengo fondamentale che il ministro istituzionalizzi un tavolo nazionale sulla intera filiera ovicaprina, aperto anche alle altre Regioni interessate. Penso al Lazio, alla Toscana e alla Sicilia. Per quanto ci riguarda convocheremo in Regione le associazioni di categoria e le imprese di trasformazione per ragionare su una strategia unitaria e di sistema, da proporre al Governo, per risollevare le sorti di un settore vitale per il tessuto produttivo del nostro Paese». 
Piena solidarietà ai pastori anche da parte del sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci che in un post su Fb lunedì ha scritto: “La protesta di pastori e allevatori, a causa del crollo del prezzo pagato per il latte ovino, dalla Sardegna si è spostata anche nella nostra regione.  Purtroppo è una storia che dura da moltissimi anni, Forza Italia denunciò più di 10 anni fa le stesse condizioni dei produttori, chiedendo alla Regione di intervenire.  Ci risiamo, il comportamento dei contraenti, abusando della loro maggior forza commerciale ed imponendo condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi compresi patti che prevedono prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione, danneggiano i produttori che ormai sono disperati.  La politica, invece di occuparsi del Festival di San Remo, torni ad affrontare i veri problemi dei cittadini. Dia gli strumenti adeguati a chi è delegato al controllo, non porti alla chiusura delle aziende di produzione di latte e carni”.

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