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Fondo immobiliare, ok al conferimento dei primi due beni

Fondo immobiliare, ok al conferimento dei primi due beni

Via libera della Giunta a Fiumaretta e via Pecorelli. L'assessore Tuoro: "L'obiettivo è portare in città investitori e sviluppo". Tullio Nunzi si appella alla Confcommercio sul polo turistico e invita l'associazione a dare un segnale forte e deciso per esprimere la contrarietà al progetto, vista l'imminente convocazione della conferenza dei servizi   

CIVITAVECCHIA – La Giunta comunale ha approvato la delibera che dà il via al conferimento dei primi due beni, gli immobili di Fiumaretta e di via Pecorelli, nel fondo immobiliare ad apporto pubblico, costituito dal Comune. “I beni – hanno spiegato da Palazzo del Pincio – saranno oggetto di valorizzazione secondo i progetti già approvati in consiglio comunale: a via Pecorelli sorgeranno uffici pubblici, a Fiumaretta il Welcome Center per migliorare l’accoglienza turistica”. 

Entro fine mese si prevede di stipulare l’atto notarile di conferimento. 

“L’obiettivo è portare in città investitori, sviluppo e nuovi posti di lavoro per il nostro territorio – spiega l’assessore Florinda Tuoro – è stato un percorso molto lungo e complesso ma d’altronde siamo fra i primi Comuni in Italia ad utilizzare questa procedura per valorizzare dei beni, inseriti nel contesto cittadino, e che altrimenti difficilmente saremmo riusciti a valorizzare. Gli investitori ci sono già e sono pronti a sposare questo progetto: siamo fiduciosi che i cittadini possano iniziare fra non molto a vedere con i propri occhi un importante cambiamento di luoghi cardine della nostra città, con importanti benefici anche per il bilancio comunale. Iniziamo con questi due primi beni ma l’operazione di valorizzazione del Comune non finirà qui: ci sono altri immobili già individuati dal consiglio comunale, che attualmente necessitano di profonde ristrutturazioni. Basti pensare alla caserma Stegher, alle carcerette, alla rotonda del Pirgo: riqualificazioni impossibili con i soli fondi comunali e che invece saranno effettuate attraverso lo strumento del fondo immobiliare. Ci vorranno molti anni per realizzare tutti i progetti previsti ma al termine di questa operazione avremo dato un volto nuovo alla nostra città”.

Chiede un segnale forte e deciso alla Confcommercio, il rappresentante dell’associazione “Meno poltrone più panchine” Tullio Nunzi. E torna a farlo sulla delicata e discussa questione della realizzazione del polo turistico a Fiumaretta, con annesso outlet da 70 negozi – contestato da molti commercianti civitavecchiesi – per il quale sarebbe ormai imminente la convocazione della conferenza dei servizi.  

“Invito la Confcommercio che, a differenza di altre, mi sembra sia stata l’unica categoria a mostrarsi contraria in modo chiaro – ha spiegato – a lanciare un segnale forte e chiaro nei confronti della politica e dell’amministrazione. Il giorno in cui verrà convocata la conferenza di servizi, il presidente ed il direttivo, dopo avere espresso la propria contrarietà, diano in massa le dimissioni, si affidino ad una assemblea di tutti i soci: sarà un segnale, certamente non penalizzante per l’attività svolta, anzi un messaggio anche mediatico di critica e di scontento da parte di una categoria che ha la sensazione di lavorare sempre contro, che nonostante la acclarata importanza viene reputata una cenerentola economica”. 

Secondo Nunzi, infatti, non sono bastate indagini demoscopiche, “affermazioni critiche nei confronti di un progetto che non solo creerà danni devastanti al commercio cittadino – ha aggiunto – ma che minerà il raggiungimento di quella sinergia tra porto e città, determinante per lo sviluppo di Civitavecchia; porto, turismo, commercio sono le direttive su cui si potrebbe iniziare a sviluppare questa città, in modo sostenibile. Anche una parte dei partiti di opposizione si è detta contraria; nessuno ha proposto un referendum, non istituzionale ma che, all’approssimarsi delle elezioni, sarebbe stato forse l’unico modo per un ripensamento dell’amministrazione. I commercianti sono una categoria che non scende in piazza, non occupa sedi, ma al mattino, nonostante i vari problemi – ha concluso – apre la propria saracinesca. Credo che non si rendano conto di quello che sarà questo progetto, che porterà nelle casse dell’amministrazione 3 milioni di euro, risanando un bilancio, ma sfascerà un sistema commerciale che in questa città è il primo comparto per numero di aziende e per occupazione. Spero, credo invano, che si possa ancora impedire un tale obbrobrio per la categoria”.

 

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