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La torre duecentesca che toglie il sonno

La torre duecentesca che toglie il sonno

Preoccupazione dei cittadini per il manufatto che da tempo da segni di instabilità. Il sindaco responsabile della sicurezza dovrebbe intervenire immediatamente  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Un problema che agita i cittadini tutti, non fosse altro che nell’arco della giornata, non solo i residenti ci passano sotto, è quello della torre duecentesca che si affaccia su via del Lavatore ed all’angolo di via S. Angelo per procedere poi con delle mura ugualmente datate su Piazza Aldo Moro, a ridosso della parrocchia di Santa Maria, la chiesa Madre, ha dato evidenti segni di cedimento nella struttura creando una angosciante paura che possa improvvisamente crollare. Una paura che si sviluppa in persone che non capiscono di costruzioni antiche, che non capiscono della loro stabilità, ma sopratutto che non hanno fiducia nelle istituzioni preposte al controllo ed alla sicurezza, dal momento che vedono crollare ponti da un giorno all’altro tanto per scoprire poi un aggrovigliato rimpallo di responsabilità di persone e di enti che globalmente tutti le hanno ma abilissime nello scaricarle dall’uno all’altro, allungandone i tempi dell’effettivo accertamento. Purtroppo è l’Italia, si allargano le braccia sconsolati, ma così non la pensa chi davanti a questa torre ha il suo negozio e la sua casa e che non vuole nemmeno immaginare che cosa potrebbe succedere con un suo cedimento improvviso. La torre è stato oggetto di sopralluoghi, studi e perizie da parte un po’ tutti gli interessati. Si è pensato ad un suo restauro e ad un suo rafforzamento, ma di concreto, nessun lavoro ha preso mai avvio. Si è accertato che una pianta di fico, e si sa che il fico ha delle radici devastanti, ha preso dimora proprio sulla parte terminale e prospera facendo bella mostra di se senza sapere eventuali danni che può creare nella parte non visibile. Si era apposta su una delle facciate del monumento una grossa “lastra di legno” contenente un marchingegno che avrebbe dovuto segnalare eventuali spostamenti, cedimenti o modifiche strutturali, e la paura e l’allarme sono ripresi quando si è visto che la lastra di legno si è spezzata, si presume da ignoranti, per effetto della spinta provocato da quel colosso di pietre. Allora si pensa che qualche pericolo c’è. Ma chi deve intervenire per lo meno per una immediata messa in sicurezza del manufatto? 
Prima di accertare, cosa che sembra complicato, se la competenza dell’intervento sia della Curia o del Principe Ruspoli? Ma a chi spetta garantire la sicurezza dei cittadini? Al sindaco? A colui che non esita un attimo, per la sicurezza dei medesimi e per la difesa dell’ambiente, dispensare cifre enormi all’Ostilia, responsabile certo, per delle manutenzioni e lavori su impianti di proprietà della stessa che non si sa se e quando verranno mai pagati? 
Allora sindaco provveda, con celerità, come lei sa fare, prima che non dico un essere umano ma anche un gattino sventurato ed ignaro sia colpito anche solo da una pietra che possa staccarsi dalla torre e rotolare giù. Questo si aspettano i cittadini e quel verduraio che ormai la notte dorme con un occhio aperto.

 

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