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"Pericolo Mediterraneo" anche per Civitavecchia: l'innalzamento del mare coinvolgerà anche il porto

"Pericolo Mediterraneo" anche per Civitavecchia: l'innalzamento del mare coinvolgerà anche il porto

CIVITAVECCHIA – “Il sollevamento del mare atteso per le coste Italiane nel 2100 sarà compreso tra e 940 e 1035 mm con il modello più cautelativo, tra 1310 e 1450 mm con un modello meno cautelativo. A questi valori bisogna aggiungere un valore di storm surge variabile da zona a zona che saltuariamente, in particolari condizioni di vento, onde e bassa pressione può arrivare a superare 1100 mm”. È questa la conclusione alla quale è arrivato lo studio di Enea e Confcommercio, illustrata nel corso del convegno “Pericolo Mediterraneo per l’economia del mare”. 

“Al 2100 il livello del mare nei principali porti italiani dovrebbe aumentare di circa 1 metro, con picchi a Venezia (+ 1,06 metri) e a Napoli (+1,04 m) – ha infatti spiegato nel dettaglio Fabrizio Antonioli, geomorfologo del laboratorio ENEA di “Modellistica climatica e impatti” – ma, secondo le nostre stime, l’effetto è destinato ad amplificarsi a causa dello storm surge, un mix di bassa pressione, onde e vento, variabile da zona a zona, che può determinare un ulteriore aumento del livello del mare di circa 1 metro. Gli studi sul cambiamento climatico abbinati a un nuovo modello climatico elaborato dall’Enea permetteranno di ottenere per ogni singolo porto mappe del rischio dettagliate e a breve termine, in modo da individuare gli interventi da mettere in campo per preservare l’infrastruttura stessa e le attività commerciali e turistiche connesse”.

L’innalzamento al 2100 viene stimato ad Ancona di un metro, fino a due con l’effetto “storm surge”; ad Augusta 1,028 (fino a 2,028), a Bari 1,025 (fino a 2,025), a Brindisi 1,0282,028, a Cagliari 1,033 (2,033), a Catania 0,952 (1,952), a Civitavecchia 1,015 (2,015), a Genova 0,922 (1,922), a Gioia Tauro 0,956 (1,956), a La Spezia 0,994 (1,994), a Livorno 1,008 (2,008), a Massa 0,999 (1,999), a Messina 0,956 (1,956), a Napoli 1,040 (2,040), a Olbia 1,025 (2,025), a Palermo 1,028 (2,028), a Salerno 1,020 (2,020), a Savona 0,922 (1,922), a Taranto 1,024 (2,024), a Trieste 0,980 (1,980), a Venezia 1,064 (2,064).

“Lo studio, il primo a evidenziare gli effetti su città costiere e porti italiani dell’innalzamento del mare dovuto al cambiamento climatico – ha aggiunto Luigi Merlo, presidente Federlogistica-Conftrasporto – ci consente di poter intervenire in modo mirato nella progettazione delle strutture dei 21 principali porti del nostro Paese, dove transitano ogni anno 12 milioni di crocieristi e 11 milioni di container”.

I porti italiani fanno parte di un sistema economico molto esteso, la cosiddetta blue economy, che conta circa 880mila occupati in 200mila imprese (il 3,2% del totale) tra pesca, cantieristica, trasporti marittimi e turismo. Inoltre, se si considera che ogni euro generato direttamente dal comparto ne attiva circa altri due sull’economia nazionale, si arriva a un valore aggiunto prodotto dall’intera filiera pari a 130 miliardi di euro all’anno, circa il 10 per cento del PIL italiano.

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