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Massimo Marzi dona due libri alla biblioteca di Tarquinia

Massimo Marzi dona due libri alla biblioteca di Tarquinia

TARQUINIA – Lunedì pomeriggio ha donato alla Biblioteca Comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia due libri che ha scritto di suo pugno: “Il Sindaco in Italia, dall’unità ad oggi. Dinamiche di trasformazione nella politica locale” e “Il nemico della scrivania accanto”.

Si tratta di Massimo Marzi, laureato in Scienza della pubblica amministrazione all’Università della Tuscia di Viterbo e in Scienze della Politica e dell’amministrazione all’Universitá di Perugia nonché docente e consulente Aifos in materia di salute e sicurezza sul lavoro e formatore qualificato Aifos sul rischio Tecnostress.

“Il primo libro – spiega l’autore – è stato scritto con l’intento di essere un vademecum per tutti i futuri candidati alla carica di Sindaco, Assessore e Consigliere comunale; ritengo sia indispensabile che tali figure conoscano la nostra storia e sappiano quali saranno i loro doveri e poteri per amministrare nel rispetto delle generazioni passate e, soprattutto, di quelle presenti e di quelle future”.

Il libro ripercorre l’evoluzione delle autonomie in Italia, concentrando l’attenzione sui principali momenti che hanno caratterizzato la trasformazione delle amministrazioni politiche subnazionali, dall’unità d’Italia ai primi anni del XXI° secolo. In particolare, è analizzato il rapporto tra centro e periferia, l’equilibrio tra i partiti e gli eletti, la capacità dei comuni di soddisfare le richieste della società civile nonostante le difficoltà di natura finanziaria e il ricorrente problema di legittimazione delle istituzioni da parte dei cittadini. L’analisi evidenzia anche il profilo dei sindaci, degli assessori e dei consiglieri comunali che si sono avvicendati negli anni successivi ai fatti del 1861, rimarcandone le loro differenze di età, di sesso e di ceto.

“Con il secondo, invece, – aggiunge Marzi – voglio augurare a tutti i lavoratori un “buon lavoro sicuro”. Il libro vuole far acquisire maggiore conoscenza e consapevolezza dei rischi psicosociali presenti in tutti gli ambienti di lavoro al fine di poterli valutare e gestire nel modo più appropriato. Ho voluto mettere a disposizione di tutti i miei concittadini, che sono al contempo elettori/candidati e/o lavoratori, le mie conoscenze in materia, con l’augurio che siano di loro interesse e utilità. Il mondo del lavoro del XXI° secolo presenta delle differenze sostanziali rispetto a quello di alcuni decenni fa: oggi il lavoro è caratterizzato da elevati gradi di automazione tecnologica, cresce sempre più la presenza di soggetti con diverse origini culturali e sociali e si riscontra una maggiore presenza di differenze personali in riferimento a caratteristiche demografiche, a valori e stili comportamentali. Stress, tecnostress, burnout, mobbing, straining e stalking sono termini che nel recente passato corredavano in maniera sporadica il linguaggio proprio di chi si occupava della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni anno più di 41 milioni di lavoratori dell’Unione Europea soffrono di stress da lavoro, con una perdita di milioni di giornate lavorative; pertanto, la valutazione e la gestione dei fattori dei rischi psicosociali assume, oggi, un’importanza sempre più rilevante, e la garanzia dei diritti dei lavoratori deve diventare una delle priorità di governi ed aziende”.

 

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