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''Oltre la scatola'' fa il pieno alla Cittadella

di CAROLA MILANA

CIVITAVECCHIA – Un successo il primo appuntamento “Oltre la scatola”, organizzato dall’associazione Ludica Armata Brancaleone, nel corso del quale sono state approfondite tematiche riguardo i più diffusi giochi da tavolo e non solo. Per i relatori, Luigi Ferrini, Board Game Designer e Domenico Di Giorgio Presidente dell’associazione Novecentonovanta, questi incontri sono fondamentali per trasmettere la loro cultura e approfondire quelli che da molti vengono considerati solo dei “giochini”.

“La capacità del gioco di mettere insieme le persone, una cosa piacevole. Sogno un evento legato al gioco a Civitavecchia. L’intenzione c’è” ha dichiarato l’Assessore D’Antò. Non si tratto solo di passatempi, ma di socializzazione, rispetto delle regole ed un insegnamento sulla pianificazione, utili ed interessanti non solo per i più piccoli, ma soprattutto per gli adulti; questo si evince anche dalla grandissima partecipazione nella sala Molinari della Cittadella della Musica.

Oltre la scatola c’è divertimento, idee ed uno studio approfondito dei due rappresentanti che hanno spiegato punto per punto le varie classificazioni delle aree di gioco che servono a dare un’idea del contenuto, le classificazioni degli stessi giocatori ed il giocare come un’attività “libera, separata dal resto del mondo, incerta sui risvolti, improduttiva, fittizia e regolata” hanno spiegato i due. Nel corso della serata il pubblico è stato sempre più attivo e coinvolto. “Il gioco è un universo a parte” ha dichiarato Di Giorgio. In questo universo non mancano delle somiglianze mai aspettate, come l’origine del gioco dell’oca, nato come gioco d’azzardo ed ora differenziato solamente dall’assenza di denaro rispetto ad una Slot, dove in entrambi si è fondamentalmente spettatori. Anche tra il tresette e la briscola le differenze sono minime, la meccanica di base è la stessa “si prende con la carta più alta”. Di Giorgio ha chiarito anche i gap che alcuni giochi da tavola contengono, soprattutto la versione italiana di Risiko, il quale problema principale è la durata dell’attività che supera l’ora.  Non sono mancati cenni di psicologia, i rappresentanti hanno spiegato cos’è il metagioco, nient’altro che l’interazione tra i giocatori durante le varie partite che con un semplice commento delle mosse fa entrare in empatia i giocatori. Lo stesso gioco rispecchia anche la presenza o meno del flusso ludico che i partecipanti possono avere, classificando l’esperienza; un’esperienza che i giocatori ricorderanno, al contrario dei giochi online.

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