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''Sembra mio figlio'': premiata la recensione di Maria Laura Marino

CIVITAVECCHIA – ‘‘Il film che spezza il silenzio sul genocidio del popolo Hazara. Trieste. Notte. Uno squillo di un telefono rompe l’assordante silenzio che avvolge la città addormentata. Uno squillo a cui ne segue un altro, e un altro, e un altro ancora. Ritmo regolare, cadenzato, che riflette i battiti del cuore di un uomo dai capelli lunghi e il volto provato che nell’oscurità, con il telefono in mano, attende…Alla prima parola ne fanno seguito molte altre. Preoccupate, confuse, dolci. In risposta, solo un soffocato pianto. Inizia così ‘‘Sembra mio figlio’’ di Costanza Quatriglio, non solo un film ma il racconto di una storia vera, quella di Mohammad Jan Azad, immigrato ospitato nelle case famiglie di Roma fin da piccolo e conosciuto dalla cineasta durante le riprese de Il mondo addosso (2005). Jan è una vittima della diaspora hazara come l’uomo scelto per interpretare la sua storia sul grande schermo, il poeta Basir Ahang, che nel film indossa i panni di Ismail per portare alla luce la storia dimenticata del suo popolo, perseguitato e decimato dai talebani’’. È solo la prima parte della recensione firmata da Maria Laura Marino, studentessa della VB del liceo classico Padre Alberto Guglielmotti, premiata al Cinema Farnese di Roma nell’ambito della manifestazione ‘‘A tutto schermo’’, organizzata con il sostegno del Mibac e della Regione Lazio per promuovere il cinema di qualità con varie proiezioni nei cinema del Lazio e la possibilità per gli spettatori di incontrare registi, autori e interpreti dei film insieme ai critici. In quell’ambito, gli spettatori hanno potuto inviare delle recensioni, poi riproposte dalla Rete sui propri canali, decretando infine i vincitori del Premio allo Spettatore. La recensione di Maria Laura – che aveva visto il film al cinema Buonarroti –  ha conquistato la giuria.

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