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Differenziata, ancora caos sulle assunzioni interinali

Sei lavoratori selezionati tramite l’agenzia Intempo hanno ricevuto una lettera di licenziamento. Rientrerebbero nell’errore di calcolo della Csp. Problemi anche sul fronte del ritiro con la denuncia di una cittadina: "Difficoltà per disabili e anziani da risolvere"

Sei lavoratori selezionati tramite l’agenzia Intempo hanno ricevuto una lettera di licenziamento. Rientrerebbero nell’errore di calcolo della Csp. Problemi anche sul fronte del ritiro con la denuncia di una cittadina: "Difficoltà per disabili e anziani da risolvere"

CIVITAVECCHIA – Continua il caos legato alle assunzioni tramite le agenzie interinali per l’avvio della raccolta differenziata. Si parla di 34 figure necessarie di cui 22 selezionate dalla Csp tramite la Intempo e la Humana di Civitavecchia e la Manpower di Viterbo e 12 prese dal comparto Verde interno, inizialmente non calcolate nella richiesta. Giovedì mattina a causa di questo «disguido», come detto dall’amministratore unico della Csp Francesco De Leva, alcuni lavoratori erano rimasti in stand by, mentre altri dell’agenzia In tempo avevano già firmato il contratto, ieri 6 di loro hanno ricevuto una lettera di licenziamento, con l’escamotage di non aver passato il periodo di prova durato un giorno. Si tratta sempre di quelle figure in eccesso dovute al fatto che non si era tenuto conto dei 12 passati dal verde alla differenziata con contratto full time. Ora però il comparto verde è completamente sguarnito. Insomma, una situazione ingarbugliata dovuta a un disguido. Rabbia e frustrazione da parte dei lavoratori.

Ma anche per la raccolta ci sono dettagli da rivedere. Come ad esempio denuncia Lucia Gobbi che si occupa di assistenza ad anziani e disabili. «A quanto pare – ha detto – non è prevista nessuna forma di aiuto per la raccolta porta a porta. Ci sono persone parzialmente paralizzate o sulla sedia a rotelle o semplicemente anziani con difficoltà e non verrà fornito nessun aiuto o assistenza». La donna ha spiegato che spesso era lei ad occuparsi di ritirare la spazzatura, ma non quotidianamente. «Mi hanno risposto – ha continuato Gobbi – chiedendomi se queste persone non potessero chiamare un parente. Ma se si rivolgono a me per l’assistenza vuol dire che non hanno nessun altro. Ci sono delle difficoltà che vanno risolte, non possiamo – ha concluso dura – abbandonare queste persone».

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