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Lavoro, famiglia e figli: le priorità dei giovani

Lavoro, famiglia e figli: le priorità dei giovani

Sono i risultati di una ricerca promossa dalla Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia coinvolgendo 1565 studenti degli istituti superiori del territorio. I ragazzi sono preoccupati per l’occupazione futura; poca fiducia nella Chiesa e nello Stato  

CIVITAVECCHIA – Lavoro, famiglia e figli. Sono queste le priorità per il futuro dei giovani. È il risultato che emerge nell’ambito di una ricerca promossa dalla Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia in occasione del Sinodo dei Vescovi. Sono stati coinvolti ben 1565 studenti degli istituti superiori del territorio, ai quali è stato somministrato il sondaggio con la collaborazione dei docenti di religione. Un questionario con ventotto domande su tre ambiti in particolare: gli aspetti socio-culturali, il rapporto con la religione e un approfondimento sull’uso dei social network. I risultati preliminari della ricerca sono stati presentati nelle scorse settimana da don Tony Drazza, assistente nazionale Giovani di Azione Cattolica che sta lavorando alla pubblicazione della ricerca al Consiglio pastorale diocesano. Il sacerdote ne ha sottolineato gli aspetti più salienti alla luce del documento finale del Sinodo e della recente Giornata mondiale della gioventù che si è svolta a Panama. I giovani – 61% maschi – si ritengono tendenzialmente ottimisti e capaci di relazionarsi. Tra le priorità per il loro futuro indicano il lavoro (81%), la famiglia (65%), i figli (54%). Le istituzioni che ispirano più fiducia sono gli ospedali e gli enti di ricerca, la Chiesa e lo Stato sono indicati agli ultimi posti. Indicano in genitori,  amici, insegnanti e compagni di scuola le persone che più influiscono sulla loro crescita. Il 44% si dichiara cattolico ma solo il 10% va a Messa ogni settimana. La Chiesa è apprezzata soprattutto per le attività caritative e per la presenza degli insegnanti di religione. Il 61% ritiene che la Chiesa debba impegnarsi maggiormente in iniziative sociali, il 54% alla sensibilizzazione per l’ambiente e la pace. Il 40% dei giovani è ‘‘sempre connesso’’ a internet, il 55% si collega più volte al giorno. Un terzo degli intervistati trascorre più di tre ore al giorno sui social network, un altro 42% da una a tre ore. La metà dei ragazzi indica i social network come un passatempo, per il 26% un’opportunità per esprimere la propria opinione, per il 16% un’occasione per cercare lavoro. 
«Una ricerca fatta con i giovani e non sui giovani – ha spiegato don Drazza – per innescare circuiti buoni di socializzazione. Il Sinodo è un percorso che la Chiesa utilizza per riflettere insieme e capire dove stiamo andando e la ricerca promossa con i giovani è un modo per comprendere se e come la nostra azione pastorale porti frutti. Complessivamente – ha spiegato – i risultati sono positivi, tanti giovani continuano a fidarsi di noi. Deve però cambiare il nostro approccio pastorale e riscoprire il valore biblico del piccolo gregge». 
Dalla ricerca emerge come tra gli studenti, in un’età compresa tra i 14 e i 19 anni, manca la fiducia nel futuro e c’è la preoccupazione di trovare un’occupazione stabile. Per la Chiesa è quindi giusto impegnarsi in questo ambito, “evangelizzando il tempo della ricerca del lavoro e riempendo di senso le scelte lavorative’’. I ragazzi si sentono inoltre emarginati “perché tenuti fuori dalle logiche di decisione sia in famiglia che nella vita pubblica”. 
È stato il vescovo Luigi Marrucci ad introdurre l’incontro evidenziando come «il primo e fondamentale livello della sinodalità si realizza nelle Chiese locali con l’ascolto dei fedeli laici». In questa luce, secondo il presule, è da intendersi sia l’opera del consiglio pastorale che la ricerca che ha coinvolto i giovani. «È necessario – ha concluso il Vescovo – il nostro camminare insieme, ponendoci in ascolto reciproco».

 

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