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Presutti e Schiaratura restano in carcere

Presutti e Schiaratura restano in carcere

Ieri mattina l’udienza di convalida: il giudice ha confermato la misura. Arrestati giovedì dalla Polizia dopo la presunta cessione di 90 grammi di cocaina

CIVITAVECCHIA – Restano a Borgata Aurelia Sergio Presutti ed Ermenegildo Schiaratura, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti ed arrestati giovedì mattina dagli uomini del commissariato di Polizia a seguito della presunta cessione di 90 grammi di cocaina. Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Coniglio, infatti, ha confermato la misura della detenzione in carcere per entrambi, all’esito dell’udienza di convalida che si è svolta ieri mattina, all’interno della casa circondariale, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Valentina Zavatto.

Per entrambi gli avvocati difensori, Daniele Barbieri per Presutti e Pietro Messina per Schiaratura, avevano avanzato richiesta di arresti domiciliari o comunque di una misura meno restrittiva. Eventualità, questa, scartata dal giudice. I due non si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ma hanno fornito la propria versione dei fatti, cercando di chiarire ognuno le proprie posizioni. In particolare, l’ex presidente della Cpc2005, come già accaduto ad agosto scorso quando era stato trovato dalla Polizia in possesso di 110 grammi di cocaina e, arrestato, aveva dichiarato che si trattava di sostanza per uso esclusivamente personale – tanto che il processo per rito abbreviato si era chiuso con una condanna a due anni e tre mesi, con l’accusa per spaccio che aveva lasciato il posto a quella per detenzione – anche questa volta ha ammesso la propria responsabilità, ma solo sul possesso dello stupefacente, destinato ad un uso personale. Ma per il giudice per ora rimangono in piedi le accuse formulate dalla Procura. I due sono stati arrestati nel corso di un blitz degli agenti coordinati dal dottor Nicola Regna avvenuto giovedì mattina, poco dopo le 8, a via Terme di Traiano.

Presutti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva appena acquistato i 90 grammi di cocaina sequestrati poi dalla Polizia insieme ai 4400 euro trovati nell’auto di Schiaratura, e provento della cessione. Gli agenti hanno fatto scattare quindi le perquisizioni domiciliari, anche con l’ausilio dell’unità cinofila della Guardia di Finanza. Nel terreno di proprietà di Schiaratura è stato rinvenuto materiale per il confezionamento dello stupefacente, identico a quello con cui era confezionata la sostanza sequestrata in precedenza, e una somma di denaro pari a diverse decine di migliaia di euro. Nell’abitazione di Presutti, invece, gli agenti hanno trovato e sottoposto a sequestro quasi 2mila euro in contanti e altri 2,94 grammi di cocaina, oltre a sostanza da taglio e tutto l’occorrente per suddividere lo stupefacente in dosi, per lo spaccio al dettaglio. Anche Schiaratura, a quanto pare, ha risposto alle domande del giudice e si sarebbe detto estraneo ad ogni cosa e avrebbe negato ogni addebito. Gli avvocati Barbieri e Messina decideranno nei prossimi giorni se ricorrere o meno al Tribunale del Riesame.

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