Pubblicato il

Comune: accertato il primo caso di mobbing

Comune: accertato il primo caso di mobbing

Dopo due anni di istruttoria il Tribunale di Civitavecchia ha proposto un tentativo di conciliazione tra un dirigente rimosso dal suo incarico e Hcs/Csp. Si parte da 50mila euro ma si potrebbe arrivare a 500mila. La vicenda è legata ai rimborsi spese del liquidatore. Il leader della Svolta Massimiliano Grasso: ''Una volta al Pincio questi signori rimetteranno di tasca propria quanto ricevuto irregolarmente dalle società''

CIVITAVECCHIA – Il Tribunale di via Terme di Traiano ha visto denunciato con richiesta di conciliazione il primo caso di mobbing nella storia del comune di Civitavecchia. E questo dopo due anni di istruttoria, conclusi con la formulazione di una richiesta di conciliazione, come prevede il Codice, applicato alla lettera dal giudice.

Si parla di condotte vessatorie e discriminatorie del liquidatore di Hcs nei confronti di un dirigente della stessa società. La storia nasce ormai quasi cinque anni fa ed è legata alla famosa vicenda dei contestati rimborsi spese del liquidatore di Hcs. Si tratterebbe di circa 5 mila euro mensili che l’assemblea dei soci non aveva mai autorizzato e che il dirigente, allora responsabile dei pagamenti, si era rifiutato di corrispondere in quanto giudicati irregolari. Dirigente che si è visto così rimosso dall’incarico. Secondo quanto denunciato dal funzionario e poi ribadito dall’accusa, iniziò una campagna discriminatoria e vessatoria nei confronti del dirigente: mancati pagamenti di parti intere della retribuzione, richiami disciplinari, scritte ingiuriose attaccate sulla porte degli uffici. Questo quanto viene dichiarato.

Per il mancato pagamento della retribuzione, il dirigente, difeso dagli avvocati Rodolfo Antonini e Viviana Serra, ha ottenuto così undici decreti ingiuntivi, da cinque distinti giudici, per complessivi 110.000 euro. I decreti, non opposti, sono divenuti tutti esecutivi. Ha poi richiesto i danni: 438.000 euro circa. Il Giudice sostanzialmente gli ha dato ragione, concedendo però al tempo stesso una via d’uscita “mite” per Hcs e Csp, responsabile in solido: una proposta di tentativo di conciliazione che prevede la condanna di 50mila euro. 

L’udienza è fissata per il 27 marzo prossimo. Se la proposta non dovesse essere accolta dalle parti, il giudice procederà a valutare l’intera richiesta risarcitoria del dirigente, pari a poco più di 400.000 euro. Insomma la società comunale, comunque vada, dovrà pagare con i soldi dei cittadini. Si partirà da un minimo di 160.000 euro circa ormai “assegnato”, ossia i 110.000 euro dei decreti ingiuntivi oltre i 50.000 della conciliazione, ma si potrebbe arrivare ad oltre mezzo milione di euro.

«Per anni questi signori hanno usato le società come bancomat – ha tuonato il candidato sindaco Massimiliano Grasso – prendendosi quello che non gli spettava. Addirittura adesso dovremmo pagare danni ingentissimi perché si scopre che avrebbero perseguitato quelli che volevano far rispettare la legge. Tutto questo finirà presto e quando saremo al Comune, questi signori rimetteranno di tasca propria quanto ricevuto irregolarmente dalla società. Questo del mobbing sul dirigente non è l’unico episodio di malagestio. In campagna elettorale sveleremo nel dettaglio lo scandalo dei rimborsi spese – ha concluso il leader della Svolta Massimiliano Grasso – denunciato anche in Consiglio comunale in tempi non sospetti».

ULTIME NEWS