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Avviata la sperimentazione con lampade a induzione

Avviata la sperimentazione con lampade a induzione

La scelta della Multiservizi Caerite nel quadro di un piano di efficientamento energetico. Intervento già realizzato su una decina di punti luce del territorio tra cui la rotonda in direzione Campo di Mare. Pascucci: «Comporterebbe un risparmio di circa 250mila euro annui se estesa a tutta l’illuminazione pubblica»  

di TONI MORETTI 

CERVETERI – La Multiservizi Caerite, rimanendo fedele alla “mission” imposta dal suo essere azienda partecipata dal comune , il quale è unico socio, e che gestisce e sviluppa servizi con l’obiettivo di assicurare ritorni che possano tradursi in benefici evidenti per il bene della comunità e quindi ridistribuibili ai cittadini, nell’ambito dell’attività di manutenzione straordinaria dell’illuminazione pubblica, ha avviato in via sperimentale un piano di efficientamento energetico basato sull’installazione di lampade ad induzione al posto di quelle tradizionali. Questo intervento è stato fin qui realizzato su circa una decina di punti luce, fra i quali due torri faro, una su via Settevene Palo e l’altra sulla rotonda in direzione Campo di Mare. Quella ad induzione è una tecnologia che oggi viene considerata tra le migliori soluzioni per la sostenibilità ambientale e per il grande risultato in termini di efficientamento della spesa energetica. La scelta di sperimentare questo tipo di illuminazione fatta dalla Multiservizi è stata quindi ispirata dal rispetto per l’ambiente ma anche dalla valorizzazione del patrimonio artistico della città di Cerveteri che risulta certamente più apprezzato con l’illuminazione a induzione che è più diffusa e più simile a quella naturale rispetto al led che presenta non poche difficoltà nell’ottenere un’illuminazione diffusa, in quanto emette un singolo fascio di luce che va ad illuminare una ridotta superficie. La scelta dell’induzione ha una spiccata finalità ambientale poiché contribuisce ad abbattere l’inquinamento luminoso. Il led, infatti, essendo una sorgente puntiforme a radianza elevata ha una luce concentrata che rimbalza sul terreno riflettendo sul cielo e impedendone, ad esempio, il godimento delle stelle. Il contenuto della nota emessa dal comunicato stampa prima e più tardi da un incontro con l’amministratore unico della società, Claudio Ricci, sono stati molto esaurienti , sia per quanto riguarda la nuova tecnologia delle lampada a induzione, tecnologia tra l’altro antica, e i vantaggi che se ne ricavano, e dal punto di vista ambientale e soprattutto economico, aspetto verso il quale il management della società, Ricci stesso e il direttore generale Manelli, sembrano prestare particolare attenzione. «Da un punto di vista economico, – affermano infatti – si calcola che il risparmio in termini di costi in bolletta è di circa il 50%. Il comune di Cerveteri ha poco meno di 4mila punti luce ed ogni anno paga circa 450mila euro di bollette energetiche. Con l’illuminazione ad induzione tale spesa potrebbe essere tagliata di circa il 50%, consentendo un risparmio annuo di 250mila euro per le casse pubbliche. L’efficienza energetica superiore dell’induzione si traduce, quindi, in un risparmio immediato e sostanziale dei costi di utilizzo pari a circa il 50% in meno di potenza consumata.
Inoltre, la durata è molto più lunga rispetto alle altre fonti di illuminazione, con un considerevole risparmio a lungo termine in termini di relamping, costi di manodopera e dei materiali. La durata della lampada a induzione è di 100mila ore, il doppio rispetto al Led. L’Induzione mantiene l’88% del flusso luminoso per tutta la vita del sistema, mentre l’emissione luminosa dei Led degrada del 20% dopo solo 20mila ore. A causa delle caratteristiche di luce emessa, le lampade a Led hanno lo svantaggio intrinseco di produrre un abbagliamento eccessivo, che può influenzare negativamente la visibilità per gli automobilisti, i conducenti di mezzi pesanti e i pedoni. Le lampade a induzione producono un’illuminazione di alta qualità, visibilità, comfort visivo e soprattutto non abbagliano». 
A questo punto i requisiti per una conversione dell’illuminazione pubblica con tecnologia ad energia induzione, sembrano esserci tutti, specialmente se si pensa che l’ammortamento del costo iniziale è compreso nella quota del risparmio che si produce rapportato alla durata superiore di ciò che si dismette, tanto che il sindaco, che poi di fatto dovrebbe autorizzare l’operazione dichiara entusiasta: «Tutti gli studi scientifici confermano che la tecnologia a induzione comporta risparmi di circa il 50% sulla spesa corrente, oltre ad impattare meno sull’inquinamento luminoso. Per questi motivi stiamo verificando con i tecnici comunali le modalità per estendere questa sperimentazione della Multiservizi a tutta l’illuminazione pubblica di Cerveteri, cosa che comporterebbe un risparmio in termini di costi in bolletta pari a circa 250mila euro annui».

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