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Piazza Almirante, c'è l'ok della Prefettura

Piazza Almirante, c'è l'ok della Prefettura

Arrivato nei giorni scorsi il nulla osta per l'intitolazione del luogo allo storico segretario dell'MSI. Soddisfatto il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando che ha annunciato: «A breve l'inaugurazione»

LADISPOLI – “È accolta la proposta concernente l’intitolazione della piazza sita tra via dei Garofani e via dei Fiordalisi al nome di ‘Piazza Giorgio Almirante’, presentata dal Comune di Ladispoli con la predetta delibera di Giunta Comunale n. 234 del 23/11/2018 che costituisce parte integrante della citata richiesta”. L’ok da parte del Prefetto di Roma a Piazza Almirante è arrivato. Ad annunciare il via libera da parte della Prefettura è stato proprio il sindaco Alessandro Grando che ora annuncia: «A breve l’inaugurazione». Poche semplici parole, quelle con le quali il Prefetto ha autorizzato la richiesta della Giunta Grando, che pongono fine, almeno sulla carta, alle diatribe sorte attorno alla vicenda. Contro la scelta presa dall’amministrazione comunale diversi erano stati i movimenti politici, i comitati ad hoc sorti per bloccare questo processo. E tra questi c’era stato anche il parere contrario della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù che quella piazza intitolata allo storico segretario dell’MSI se la ritrova proprio davanti. Il parroco in un’occasione aveva inviato anche una lettera all’amministrazione comunale, sottolineando come forse sarebbe stato più utile dare alla collettività modo di scegliere il nome da dedicare a quella piazza, andando a sceglierne uno che potesse rispecchiare anche il luogo davanti al quale sorge: la Chiesa. Da qui era partita l’idea di chiamarla Piazza della Pace. Un dibattito che per mesi ha anche animato la vita dei cittadini sui social, con sondaggi a cui in tanti avevano deciso di prendere parte proponendo nomi o della letturatura, della musica, del cinema (come ad esempio Verdone) fino ad arrivare al nome del giovane Marco Vannini, il ragazzo di Cerveteri morto a causa di un colpo di pistola mentre si trovava a Ladispoli, a casa della sua fidanzata, Martina Ciontoli. Idea proposta anche al sindaco di Ladispoli Alessandro Grando che aveva spiegato come fosse impossibile per l’amministrazione comunale poter procedere all’intolazione al ragazzo non essendo trascorsi 10 anni dalla sua morte. Proprio in quell’occasione proprio Grando aveva anche annunciato che a Marco sarà dedicato un altro luogo della città, in accordo con i suoi genitori mamma Marina e papà Valerio. Sulla decisione poi di intolare la Piazza a Giorgio Almirante, al Prefetto di Roma, oltre alla richiesta della Giunta comunale, era pervenuta anche una raccolta firme portata avanti da un comitato nato proprio per contrastare la decisione dell’amministrazione comunale. Ma alla fine, stando ai documenti inoltrati dalla Prefettura di Roma agli amministratori di palazzo Falcone, a spuntarla è stata la Giunta.

IL COMMENTO DEL COMITATO NO PIAZZA ALMIRANTE. A commentare il nulla osta concesso dal Prefetto è anche il Comitato no Piazza Almirante. «Come comitato non riteniamo affatto concluso il nostro lavoro e non ci arrendiamo davanti a questa decisione. La nostra lotta andrà avanti con nuove iniziative di protesta condivise con cittadini, associazioni e gruppi politici.
Ad oggi, però, ci appare ancor più evidente l’inadeguatezza del Sindaco Grando all’esercizio del ruolo al quale è stato chiamato da neanche il 24% dei nostri concittadini».

«Solo qualche settimana fa, con una lettera pubblica, i parrocchiani della chiesa del Sacro Cuore – hanno spiegato dal Comitato – avevano chiesto d’intitolare quello stesso piazzale alla memoria di Marco Vannini. Ciò all’indomani di una sentenza che ha fatto stringente l’intera comunità in un abbraccio solidale con la famiglia Vannini per esprimere lo sdegno e lo sconcerto per una sentenza lontana dalla giustizia che ci si attendeva. Per il Sindaco di Ladispoli poteva essere l’occasione di compiere un gesto nobile e sentito, riconciliandosi nello stesso tempo con quella parte di cittadinanza che si era opposta fermamente a piazza Almirante. Sarebbe stato davvero un atto di grande lungimiranza politica; un modo saggio per sanare degnamente questa spaccatura assurda tra cittadini e istituzione locale. E invece Grando ha preferito ancora una volta svolgere solo parzialmente il suo ruolo di primo cittadino, continuando a rappresentare soltanto una parte di città: quella che più gli somiglia e che più lo aggrada, plaudendo alle sue decisioni “imperiali” senza disturbarne le manovre. E lo ha fatto non degnandosi di dare una risposta pubblica a una richiesta, pervenuta da una parte sostanziosa e organizzata della sua città, da una comunità parrocchiale vasta ed eterogenea. Magari la stessa che frequenta lui stesso o qualcuno dei suoi amministratori. Tuttavia siamo adulti, e non ci stupiamo di questo modus operandi ormai anche piuttosto retorico e noioso. Infatti, rimanendo sul piano dei rapporti di forza, neanche di fronte a migliaia di firme raccolte o alla presenza di rappresentati istituzionali, Grando ha ritenuto opportuno convocare i referenti del Comitato NO Piazza Almirante, fosse anche per mostrargli l’ufficio di Piazza Falcone o (magari) per dare una spiegazione plausibile a questo impellente (quanto incomprensibile) bisogno di intitolare la piazza dell’ex campo sportivo di Ladispoli a Giorgio Almirante. Chissà, magari confrontandosi a voce alta con la parte vasta di città che non condivide questa sua presa di posizione, si sarebbe reso conto dell’assurdità e dell’inopportunità della decisione anche solo ascoltandoli parlare». 

IL COMMENTO DELL’ANPI LADISPOLI – CERVETERI. «Con grande costernazione abbiamo appreso dai media locali che la Prefettura di Roma ha rilasciato al Comune di Ladispoli il nulla osta all’intitolazione della Piazza Grande a Giorgio Almirante. Nel rispetto delle Istituzioni non ci avventureremo sul sentiero sterile delle facili insinuazioni di ipotetiche pressioni politiche su questa concessione, ma per chiarezza vorremmo conoscere le motivazioni che hanno indotto la Prefettura ad optare per il sì nonostante la mole dei pareri contrari scaturiti dalla città e regolarmente depositati presso tutte le sezioni prefettizie addette alla toponomastica. Una opposizione che ha unito semplici cittadini, associazioni, forze politiche e comunità ebraica. Il nulla osta recita “sentito il parere della Società Romana Storia Patria”, organismo competente per la valutazione delle richieste di intitolazioni secondo l’iter procedurale. Iter corretto, ma nel merito ci adopereremo per conoscere sulla base di quali parametri l’organismo in questione si è pronunciato nei confronti di un personaggio controverso, per usare un eufemismo, ex Repubblica di Salò, fondatore e segretario per anni di un partito di ispirazione fascista come il MSI, quale appunto Giorgio Almirante. Alessandro Grando più volte sollecitato in quanto Sindaco di tutti a ripensare l’intitolazione e ad ascoltare chi suggeriva nomi alternativi ad Almirante, nomi rappresentativi della storia della Città, è caduto nella trappola della nostalgia antistorica. Non ha colto il desiderio di partecipazione dei suoi concittadini – evidenziato sui social e ripreso dalla stampa – anche in un’ottica di cambiamento che poteva essere organizzato dallo stesso Comune. In un momento in cui antisemitismo, intolleranza razziale e istigazione all’odio serpeggiano ovunque, anziché optare per una linea distensiva,, ha preferito proseguire provocatoriamente nell’intitolazione ad un personaggio il cui nome è indissolubilmente legato alle leggi razziali del ventennio fascista. Leggi che causarono morte e sofferenza in Italia alla comunità ebraica e a tutti coloro considerati non appartenenti alla razza ariana. Già in prima battuta a seguito della mozione del Consigliere Ardita, il Sindaco Grando con un certo sarcasmo dichiarò che avrebbe invitato la Sindaca di Roma Virginia Raggi alla intitolazione ad Almirante mentre la stessa bocciava tale ipotesi per la Città Eterna e si preoccupava di cambiare nome a tutte quelle strade intitolate ad esponenti del ventennio Mussoliniano. Chi verrebbe a Ladispoli, l’on. Giorgia Meloni? Da più parti è scaturita spontaneamente la proposta di intitolare la Piazza Grande allo sfortunato ragazzo ucciso a Ladispoli, ovvero Marco Vannini per il quale l’intera città si è mobilitata al grido “Giustizia e verità per Marco”. Non sta a noi dare nominativi per le intitolazioni, ma umanamente ci sentiamo vicini a questa proposta che in qualche modo attesta la volontà di non dimenticare una vittima per mano omicida e una giustizia che non sempre condanna i colpevoli come vorremmo». 

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