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È scontro sul Ponte

È scontro sul Ponte

Fiumicino. Dopo l’interrogazione parlamentare di Silvestroni Anas a FdI: "Sui lavori informazioni pubbliche". La controreplica: "Solo date approssimative"

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – Dopo l’articolo pubblicato sull’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia (relativa al caso del Ponte della Scafa, firmata dall’on. Silvestroni) al ministro Toninelli, e le relative dichiarazioni di esponenti della dirigenza territoriale del partito (leggi qui l’articolo), arriva una nota chiarificatrice dell’Anas.
“Al contrario di quanto riportato – chiarisce l’Anas -, sia la Regione Lazio che Anas (gruppo FS Italiane) hanno già illustrato pubblicamente gli interventi di manutenzione in programma e i relativi tempi previsti, sia in occasione della conferenza stampa di presentazione del passaggio di competenze da Regione ad Anas, tenuta lo scorso 5 febbraio, sia con un comunicato stampa diramato lo scorso 26 febbraio in occasione degli interventi di ripristino dei danni causati dal maltempo.
Nel dettaglio, la strada statale 296 “della Scafa” è rientrata nella competenza Anas lo scorso 21 gennaio (leggi qui il documento). Anas ha quindi pianificato una serie di interventi di manutenzione programmata.
Tra questi, rientra l’intervento di ristrutturazione del “ponte della Scafa”, per un investimento di circa 3 milioni di euro, per il quale è in fase di avvio la progettazione. Considerati i tempi minimi di progettazione, approvazione e appalto, l’esecuzione di questi lavori è al momento prevedibile nel 2020. L’intervento riguarda, in particolare, il rifacimento dell’impalcato. Anas ha inoltre previsto interventi di risanamento del piano viabile per 1 milione di euro lungo la SS296 «della Scafa».
Al contempo è prevista da parte del Comune di Roma, anche con finanziamento regionale, la realizzazione di un nuovo ponte. Si tratta della costruzione di una nuova opera non di competenza Anas.
È infine prevista la demolizione e ricostruzione di parte del viadotto dell’Aeroporto, per un investimento di 11 milioni di euro. Astral sta redigendo il progetto esecutivo oltre al progetto della viabilità alternativa che garantirà il transito durante i lavori”.
Nella nota dell’Anas si fa riferimento al piano “Rientro Strade”, avviato di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la riorganizzazione e ottimizzazione della gestione della rete viaria, che ha l’obiettivo di trasferire alla competenza Anas circa 6.250 km di strade ex statali, regionali e provinciali, che porteranno la nostra rete fino a oltre 30mila km.
Lo scopo principale è quello di garantire la continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale che attraversano le varie regioni, evitando la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti.
L’iter di “rientro” è iniziato nell’agosto 2017 con l’intesa sancita dalla Conferenza Unificata per la revisione delle reti di 11 Regioni per circa 3.500 km di strade ed è proseguito con l’emissione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 20 febbraio 2018.
Ormai la polemica è innescata, e arriva la controreplica di Fratelli d’Italia. “La nota inviata da Anas in risposta ad articoli che riguardavano l’interrogazione dell’on. Silvestroni e alle prese di posizione di Fratelli d’Italia è politicamente inopportuna e tecnicamente approssimativa, il che conferma tutte le nostre preoccupazioni, anzi le aggrava”. A parlare sono Anselmo Tomaino, membro provinciale del partito e Alessio Coronas, capogruppo di Fdi in Consiglio comunale a Fiumicino.
“Prioritariamente va segnalato lo sgarbo politico-istituzionale per il quale un Ente dipendente dello Stato si permette di rispondere pubblicamente al posto del Ministro, su una questione sollevata politicamente e con un’interrogazione parlamentare in corso. Non crediamo – si afferma in un comunicato – che Toninelli abbia bisogno di ventriloqui per spiegare cosa accade sulle opere di sua competenza, e casomai sarebbe stato più corretto fornire a lui le informazioni richieste, senza entrare in polemiche sulla stampa.
Nel merito della questione, invece, c’è davvero di che preoccuparsi. Fratelli d’Italia aveva sollevato il problema dell’indeterminatezza delle tempistiche sui lavori sia per il Ponte della Scafa sia per il viadotto di via dell’Aeroporto, opere entrambi considerate a rischio statico e sulle quale passano giornalmente migliaia di autovetture. Opere strategiche, non fosse altro perché collegano con l’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci.
Sulle tempistiche ci siamo sentiti rispondere che “l’esecuzione di questi lavori è “al momento prevedibile nel 2020”. La risposta che avrebbe dovuto replicare alla nostra richiesta di essere precisi si concretizza con un evanescente prospettiva probabilistica. Ma la gravità di questa riposta non è solo nella vaghezza dei tempi, bensì nel contenuto.
Si parla di 2020, quando nella relazione tecnica dell’Astral sul Ponte della Scafa nel definire l’impalcato “irrimediabilmente compromesso”, si precisava che “l’opera possa essere considerata sicura per un periodo di 18 mesi dalla data della presente relazione”. 
La relazione porta la data di agosto 2018, da che se ne deduce che il tempo massimo di sicurezza scade a febbraio 2020. Un tempo preciso, che non ha nulla a che vedere con la frase “al momento prevedibile nel 2020”? Perché l’Anas non interviene d’urgenza? Un’urgenza reale, concreta e con tempi certi, non come è accaduto per il viadotto di via dell’Aeroporto per il quale ad ottobre scorso veniva definita la somma urgenza, tanto da stanziare 3 milioni di euro per la viabilità alternativa e prevedere 40 giorni di tempo per la realizzazione, salvo poi dimenticarsi di tutto. Siamo a marzo 2019 – concludono – e della viabilità alternativa non c’è traccia, della data di abbattimento del viadotto nemmeno, del cantiere per i nuovi lavoro neanche. Ansa, invece di produrre comunicati, si concentri sulle criticità e dia, da organo tecnico, tempistiche certe sui lavori. La gente è questo che aspetta”.

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