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Piazza Almirante è ancora scontro

Piazza Almirante è ancora scontro

Il comitato contro l'intitolazione al segretario dell'MSI indica il nome di Marco Vannini. Per il sindaco Grando si tratta di una «ignobile strumentalizzazione» a fini politici

LADISPOLI – Il nulla osta del Prefetto all’intitolazione della piazza al Campo Sportivo allo storico segretario dell’MSI Giorgio Almirante non dirime le polemiche. Anzi, lo scontro sembra essersi acuito ancora di più. Da una parte il primo cittadino felice dell’ok giunto dal Prefetto di Roma; dall’altra parte cittadini, politici e comitati che nei mesi scorsi hanno portato avanti la loro battaglia contro questa decisione e che anche davanti al via libera della Prefettura non intendono cedere terreno. Uno scontro che ora sembra aver messo in mezzo anche il nome del giovane Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri che ha perso la vita a causa di un colpo di pistola mentre si trovava a casa della sua fidanzata Martina Ciontoli, a Ladispoli. In molti, anche i parrocchiani della Chiesa Sacro Cuore di Gesù nei mesi scorsi, con una lettera aperta al primo cittadino, avevano chiesto l’intitolazione della piazaa a Marco. A maggior ragione dopo la sentenza di secondo grado che aveva scosso gli animi e avviato una protesta, sui social e non solo, contro la decisione dei giudici della Corte d’Appello per aver derubricato il reato di Antonio Ciontoli da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio colposo con colpa cosciente. Nome, quello di Vannini, riemerso nei giorni scorsi nei comunicati del Comitato no Piazza Almirante e dell’Anpi Ladispoli Cerveteri per puntare il dito contro il primo cittadino. Per il Comitato, questa intitolazione «poteva essere per il Sindaco, l’occasione di compiere un gesto nobile e sentito, riconciliandosi nello stesso tempo con quella parte di cittadinanza che si era opposta fermamente a piazza Almirante». E proprio l’aver tirato in ballo il giovane 20enne per esternare la propria opposizione alla decisione dell’amministrazione ha visto la ferma contrarietà del primo cittadino: «Strumentalizzare per questioni politiche la morte di un ragazzo di vent’anni è la cosa più ignobile che abbia mai visto in vita mia. Sapevo che certi personaggi fossero squallidi – ha detto Grando – ma non pensavo fino a questo punto. In questo momento provo solo tanta rabbia». Già all’indomani della sentenza di secondo grado il Sindaco si era espresso sulla possibilità di intitolare la piazza del Campo Sportivo a Vannini. In quell’occasione il primo cittadino aveva spiegato l’impossibilità nel procedere a causa del poco tempo trascorso dalla morte del ragazzo. Secondo quanto si legge sul sito della Prefettura, infatti, “le istanze di nuove intitolazioni o variazione di una intitolazione preesistente devono essere inviate alla Prefettura corredate della deliberazione di Giunta o Consiglio comunale, della relativa documentazione cartografica particolareggiata (planimetria anche in semplice fotocopia della zona interessata e del curriculum vita del personaggio, che deve essere deceduto da almeno 10 anni) al quale si intenda dedicare la relativa area pubblica comunale”. Una possibilità di intitolare una piazza o una via a una persona scomparsa da meno di dieci anni ci sarebbe, ma questa, sempre come riportato sul sito della Prefettura deve essersi distinto “per particolari benemerenze”. In questo caso “il Ministero dell’Interno, con circolare n.18 del 29 settembre 1992, ha concesso a norma dell’articolo 4 della predetta legge, la deroga al Prefetto, a decorrere dal 1° gennaio 1993, circa il rilascio delle autorizzazioni per intitolazioni di vie, piazze monumenti e lapidi, scuole e aule scolastiche o altri luoghi pubblici a persone che siano decedute da meno di dieci anni”.

Non è però d’accordo con l’interpretazione data dal Sindaco, al dispositivo pubblicato sul sito della Prefettura, proprio il Comitato No Piazza Almirante. Contrarietà basata sul precedente che vede proprio la città di Ladispoli protagonista. «Al contrario di quello che Grando dichiara – hanno detto dal Comitato – come da noi già dimostrato in una precedente nota, la legge consente questo tipo di procedura, e soprattutto al Sindaco bastava affacciarsi dalla finestra di palazzo Falcone. Avrebbe scoperto che lì sotto c’è Piazzetta Carla Boldi, una compianta dipendente comunale alla quale nel 2015 – hanno concluso dal Comitato – è stata intitolata la piazza solo dopo 30 mesi dalla sua scomparsa».

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