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Presutti e Schiaratura: appello al Riesame

Presutti e Schiaratura: appello al Riesame

I legali dei due civitavecchiesi arrestati dalla Polizia con l'accusa di spaccio di stupefacenti ricorrono al Tribunale della capitale per la revisione della custodia cautelare in carcere  

CIVITAVECCHIA – Gli avvocati Pietro Messina e Daniele Barbieri, difensori di Ermenegildo Schiaratura e Sergio Presutti, si rivolgono al Tribunale del Riesame di Roma per la revisione della custodia cautelare in carcere. Dal 28 febbraio scorso, infatti, i loro assistiti si trovano ristretti a Borgata Aurelia, con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Come si ricorderà, infatti, i due sono stati arrestati la scorsa settimana dagli agenti della Polizia nel corso di un blitz su via Terme di Traiano. Presutti sarebbe stato trovato in possesso di circa 90 grammi di cocaina, mentre nell’auto di Schiaratura sarebbero stati trovati oltre 4mila euro in contanti, secondo gli inquirenti provento della cessione di droga avvenuta tra i due pochi istanti prima. Gli agenti a quel punto hanno fatto scattare quindi le perquisizioni domiciliari, anche con l’ausilio dell’unità cinofila della Guardia di Finanza. Nel terreno di proprietà di Schiaratura è stato rinvenuto materiale per il confezionamento dello stupefacente, identico a quello con cui era confezionata la sostanza sequestrata in precedenza, e una somma di denaro pari a diverse decine di migliaia di euro. Nell’abitazione di Presutti, invece, gli agenti hanno trovato e sottoposto a sequestro quasi 2mila euro in contanti e altri 2,94 grammi di cocaina.

Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Coniglio, al termine dell’udienza di convalida, aveva confermato la misura cautelare in carcere per entrambi. E così in questi giorni gli avvocati difensori dei due si stanno rivolgendo al Tribunale del Riesame di Roma per chiedere una misura meno restrittiva. Intanto, l’indagine che il 28 febbraio scorso ha portato al blitz nel quale Presutti e Schiaratura sono stati tratti in arresto, non sembra conclusa. Gli inquirenti starebbero infatti ancora lavorando e non possono escludersi ulteriori sviluppi.

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