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All’istituto San Benedetto ‘‘Voci di e per la donna’’

Come ormai da tradizione i professori sospendono l’attività curriculare per dare vita ad un workshop. Ospite Anastasia  Anastasio. Tanti lucchetti rossi in giardino dedicati alle donne  

Come ormai da tradizione i professori sospendono l’attività curriculare per dare vita ad un workshop. Ospite Anastasia  Anastasio. Tanti lucchetti rossi in giardino dedicati alle donne  

TARQUINIA – I professori dell’istituto San Benedetto, come ormai da tradizione, nella giornata dell’8 marzo sospendono l’attività didattica curriculare attivando per l’intera mattinata scolastica un workshop, riconfermando il titolo “Voci di e per la Donna”. “La vita per me non è stata una scala di cristallo”, scrive al figlio la protagonista della poesia dello scrittore Langston Hughes, intitolata appunto La scala di cristallo. La vita-scala di questa madre è stata, parafrasando i versi del poeta, irta di chiodi, schegge ed assi sconnesse. Eppure la donna, fragile ma cocciuta, non ha mai pensato di smettere di salire, sebbene l’ascesa fosse ardua, sebbene non vi fosse spiraglio di luce. L’otto marzo, data condivisa a livello internazionale, serve proprio a questo: a ricordare tutte quelle donne che con determinazione non smettono mai di salire, nonostante gli innumerevoli ostacoli presenti sul loro cammino. Il piano di lavoro programmato dalla scuola coinvolge, quindi, tutti i professori delle varie discipline: musica, arte, attività motorie, filosofia, scienze umane,  lettere, lingue straniere, diritto. Il valore di ciascuno è nel concorrere con la propria professionalità e specificità a sviluppare ed arricchire un aspetto del tema proposto. «Questa è la Scuola che vogliamo, la Scuola in cui crediamo. – afferma la dirigente Maria Grazia Catone – Attraverso la lettura del libro Storie della buonanotte per bambine ribelli, di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, con i ragazzi della scuola media verranno approfonditi i ritratti e le storie di donne che hanno cambiato il mondo. Esempi di generosità, coraggio e determinazione per chiunque voglia realizzare i propri sogni senza limitazione di genere, razza, età o latitudine. E a proposito di donne vincenti, avremo il piacere di ospitare la campionessa di tiro con l’arco Anastasia Anastasio, che racconterà agli studenti il suo percorso, fatto di grandi vittorie ma anche, come è normale che sia, di tanti sacrifici. Un modello positivo di determinazione sicuramente utile per far capire ai ragazzi come sia possibile rendere i propri sogni concreti anche partendo da una realtà più piccola come quella di Tarquinia, se lo si vuole veramente. Per quanto riguarda i liceali, invece, sulle note della canzone ‘‘Amore rubato’’ di Luca Barbarossa, l’insegnante di diritto parlerà loro delle conquiste normative a tutela della donna. Il momento di condivisione della giornata avverrà intorno alle ore 10,00 quando tutti gli studenti, dalla prima media al quinto liceo, insieme ai loro insegnanti si raccoglieranno in giardino per appendere ognuno un lucchetto rosso ad un supporto metallico che la scuola ha già provveduto ad installare e che rimarrà a memoria dell’8 marzo 2019. Ogni studente, infatti, in classe, avrà precedentemente laccato di rosso il proprio lucchetto ed inciso con l’iniziale del nome di una donna a lui/lei cara. In seguito, professori pianteranno nel terreno adiacente all’istallazione dei cespugli di rose. Infatti è bene che i ragazzi non dimentichino che parlare della donna, inequivocabilmente, vuol dire parlare d’amore, declinato in tutte le sue accezioni: donazione, ascolto, dedizione, rispetto, coraggio, impegno, devozione, cura, sacrificio. Ma, come spesso purtroppo ci accorgiamo, la natura del termine “amore”, che un’etimologia inesatta ma estremamente poetica vuole derivato dal latino a-mors, letteralmente “senza morte”, sottende anche il dolore, il sangue, la morte, appunto. La violenza alle donne, pertanto, è l’altro aspetto dell’amore quando questo è malato o rubato. Ancora oggi può risultare difficile al “maschio” (che sia compagno, fidanzato, marito, padre, fratello oppure estraneo) riconoscere e rispettare l’identità della donna, accettare che lei, al pari dell’uomo, possa avere il diritto di realizzarsi e di decidere ciò che sia meglio per se stessa». «Sono convinta – aggiunge la professoressa Catone -che la Scuola può aiutare molto nello sviluppare e consolidare nei giovani una coscienza di genere: il rispetto per la donna passa anche attraverso il lavoro quotidiano svolto con passione nelle aule, autentiche palestre di formazione e di vita».

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