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Un sabbiodotto per riportare la sabbia nera in spiaggia

Un sabbiodotto per riportare la sabbia nera in spiaggia

L'idea dell'amministrazione comunale per il ripascimento di tutta la costa. Affidato il campionamento delle analisi necessarie per la realizzazione dell'opera

LADISPOLI – Un sabbiodotto che dalle foci dei due fossi attraversi la costa così da effettuare un ripascimento delle sabbie nere, caratteristiche delle spiagge ladispolane. L’idea è dell’amministrazione comunale e in particolare dell’assessore al Demanio Marittimo Pierpaolo Perretta.

Fino agli anni ’60 erano proprio lo sabbie nere, con la loro elevata componente ferrosa, a fare della città di Ladispoli, luogo di villeggiatura rinomato per la possibilità di effettuare delle sabbiature terapeutiche. Poi, negli anni, a causa dell’erosione, la sabbia nera iniziò a sparire e a causa di un ripascimento non proprio consono alle caratteristiche delle spiagge ladispolane, sono ormai pochi i tratti di arenili dove è possibile godere di questa particolarità. Ma per l’amministrazione c’è ancora una speranza. Dagli studi effettuati è infatti emerso che la sabbia nera che fino agli anni 60 ha caratterizzato gran parte della costa ladispolana arrivi direttamente dalle foci dei due fossi che attraversano la città: il Vaccina e il Sanguinara. Uno degli interventi, dunque, che si potrebbe effettuare per ripopolare la spiaggia di questa particolare sabbia potrebbe essere proprio il prelevamento dalle foci della materia prima e del suo riposizionamento lungo la costa. Prima però bisognerà effettuare il campionamento delle analisi necessarie alla movimentazione della sabbia. Si tratta però della prima fase del progetto. Successivamente infatti si dovrà individuare il metodo meno costoso e più semplice per trasportare la sabbia dalle foci dei fossi sulle spiagge. E il vicesindaco e Assessore al Demanio Marittimo Pierpaolo Perretta un’idea già l’avrebbe: la realizzazione di un sabbiodotto. Si tratta di un tubo di materiale plastico da collocare sotto la sabbia dove convogliare le sabbie prelevate dalle foci per poi rilanciarle sulla spiaggia per il ripascimento. L’opera potrebbe essere realizzata, per il vicesindaco, in convenzione con gli stabilimenti balneari che, nel rispetto delle normative vigenti, potranno decidere di ripascere parte della spiaggia ladispolana là dove necessario. «In questo modo – ha spiegato Perretta – da una parte libereremmo la foce dai sedimenti e dall’altra potremmo effettuare il ripascimento delle nostre spiagge con un metodo non invasivo». Non solo: la spiaggia di Ladispoli potrebbe tornare a essere quella esistente fino agli anni ’60: la spiaggia delle sabbie nere. Ovviamente per far sì che il progetto funzioni a 360 gradi, occorrerà mettere in atto anche una serie di azioni per proteggere la costa dall’erosione e che vada a coprire, come spiegato da Perretta, lo stesso perimetro che interesserà la realizzazione del sabbiodotto «così da creare un’azione circolare: salveremo la costa dall’erosione – ha sottolineato – e contemporaneamente avremmo un ripascimento ciclico delle spiagge». Un progetto ambizioso che potrebbe soddisfare anche le esigenze dei balneari. «Ben vengano iniziative di questo tipo», ha detto Ugo Boratto, presidente di Assobalneari che ovviamente ha tenuto a sottolineare come all’opera di ripascimento vada collegata un’opera di protezione della costa dall’erosione.

Per capire tempi e modalità di realizzazione dell’opera bisognerà attendere ancora un po’. E’ in programma per questa settimana un tavolo tecnico con tutti i soggetti coinvolti nel progetto per cercare di sciogliere gli ultimi nodi al pettine. Dopodiché si dovranno attendere i risultati delle analisi effettuate. Ma il vicesindaco si dice fiducioso: «La mia idea è quella di presentare il progetto preliminare durante la Fiera del Mare».

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