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Tvn: si guarda con attenzione al gas

Tvn: si guarda con attenzione al gas

Il recente accordo tra Edison ed Ansaldo potrebbe aprire la strada ad un’uscita anticipata dal carbone. Il futuro della centrale non è quello dello smantellamento: lo aveva già sottolineato il manager di Enel Tamburi qualche mese fa

CIVITAVECCHIA – Che possa essere nel gas il futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord? 
Un’ipotesi non troppo campata in aria, considerato anche l’interesse con il quale, in questi giorni, si sta leggendo l’accordo siglato da Edison ed Ansaldo Energia per l’impianto termoelettrico di Porto Marghera; accordo che ha l’obiettivo di trasformare la centrale termoelettica della provincia di Venezia nell’impianto più efficiente in Europa. 
Una strada che potrebbe essere percorsa anche da Enel, considerate le recenti dichiarazioni del direttore di Enel Italia Carlo Tamburi che, nel corso del programma ‘‘Presa Diretta’’, aveva sottolineato come, a prescindere dall’effettiva data di uscita dal carbone, un sito importante come quello di Civitavecchia difficilmente potrà essere smantellato. Si pensa al fotovoltaico, ma sicuramente – anche questo Tamburi lo ha detto esplicitamente – anche alla necessità di garantire la produzione energetica a prescindere dai fattori di imprevedibilità legati alle rinnovabili (come ad esempio le condizioni meteo). Quindi ad oggi probabilmente dopo il carbone ci potrebbe essere una combinazione di fotovoltaico e gas appunto. Il recente accordo tra Edison ed Ansaldo, per un investimento di oltre 300 milioni di euro, prevede il ricorso al ciclo combinato a gas di ultima generazione, usando la più avanzata tecnologia italiana, e comprende anche una turbina a gas ad alta efficienza, che alimenterà il ciclo combinato, avrà una potenza elettrica complessiva di 780 MW e un rendimento energetico pari al 63%, il più alto reso disponibile oggi dalla tecnologia. 
Sul piano ambientale, ciò si tradurrà in un abbattimento delle emissioni specifiche di anidride carbonica del 40% rispetto alla media dell’attuale parco termoelettrico italiano e di oltre il 70% degli ossidi di azoto. Si parla di un impiego di manodopera stimato in 600 persone.
E soprattutto i tempi stimati vogliono il nuovo impianto pronto fra tre anni. 
Questo, traslando il progetto su Civitavecchia – pur partendo comunque da una base diversa, visto che mentre Tvn impiega il carbone a Porto Marghera si parte dall’utilizzo di tre turbine tutte alimentate a gas naturale – potrebbe significare anche uscire dal carbone prima della data indicata dal Ministero, quella cioè del 31 dicembre 2025. 
Inoltre una strada del genere potrebbe garantire anche parte dell’occupazione metalmeccanica ed elettrica ed un futuro ai giovani lavoratori Enel.

 

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