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Pascucci interviene su Piazza Almirante a Ladispoli

Pascucci interviene su Piazza Almirante a Ladispoli

Il disappunto del sindaco di Cerveteri  

CERVETERI – «In una nazione in cui consentiamo al nostro Ministro dell’interno (anche vicepremier) di citare impunemente Benito Mussolini, in cui consentiamo al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani addirittura di elogiarlo, tutto è possibile. Anche che in una città di 40mila abitanti l’Amministrazione decida di intitolare una piazza a Giorgio Almirante e che proponga di farlo nel giorno dell’anniversario della strage delle Fosse Ardeatine (salvo poi rettificare e cambiare data a seguito delle polemiche pressoché unanimi)». Così interviene il sindaco di Cerveteri Pascucci entrando a gamba tesa nalla polemica che avvampa la città di Ladispoli che oggi ha celebrato la cerimonia di intitolazione di una piazza al fascista storico e mai pentito Giorgio Almirante. «Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza» Queste le parole, mai sconfessate, scritte proprio da Giorgio Almirante il 5 maggio 1942 su «La Difesa della razza», rivista diretta da Telesio Interlandi che accompagnò la promulgazione delle leggi razziali. In quello stesso articolo Almirante parla «dei meticci e degli ebrei» dichiarando di dover opporre loro un altolà basato sull’»attestato del sangue». «E’ vero – dice Pascucci- che Almirante è stato deputato della Repubblica (per dieci legislature) ed eurodeputato (per due legislature). Ma questo c’entra poco. Membro del Partito Nazionale Fascista, aderì alla Repubblica di Salò e non solo non rinnegò mai il suo passato ma fu addirittura indagato per aver tentato di ricostruire il Partito Fascista dopo la guerra».

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