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Piazza Almirante, sotto il cartello una scritta provocatoria

Piazza Almirante, sotto il cartello una scritta provocatoria

Apposta da ignoti la targa “Segretario di redazione della rivista 'la difesa della razza'”. L'autore del gesto ripreso dalla telecamere di videosorveglianza poste sull'area denunciato ai Carabinieri

LADISPOLI – ”Segretario di redazione della rivista ‘la difesa della razza’”. È questa la scritta apparsa sotto alla targa scoperta sabato pomeriggio e con la quale il comune di Ladispoli ha ufficialmente intitolato la piazza al Campo Sportivo allo storico segretario dell’MSI, Giorgio Almirante. Segno che le contestazioni, anche dopo l’ok del Prefetto e il taglio del nastro, non intendono placarsi. Un gesto non passato certamente inosservato a chi la zona la frequenta, ma ancor meno agli amministratori di palazzo Falcone che preso atto del gesto hanno provveduto a visionare le telecamere di videosorveglianza poste nell’area alla ricerca di chi ha deciso di esprimere la propria contrarietà all’intitolazione ad Almirante, con il cartello apparso nottempo. E le telecamere avrebbero fatto il loro dovere tanto che l’assessore alla Sicurezza Amelia Mollica Graziano già ieri mattina si sarebbe recata dai Carabinieri di Ladispoli per sporgere denuncia per l’affissione abusiva. Il cartello nel frattempo sarebbe stato rimosso. Ma non è escluso che le contestazioni possano proseguire anche nei prossimi giorni o comunque in futuro. Sebbene infatti il primo cittadino, al margine dell’inaugurazione di sabato aveva tenuto a precisare come la decisione fosse stata presa «democraticamente dal Consiglio comunale». Per il Sindaco non ci sarebbe infatti nulla di strano «ad intitolare la piazza più grande di Ladispoli a uno dei più importanti politici di Italia. Ci sono tante strade intitolate a politici di sinistra – aveva tenuto a sottolineare – decisione ovviamente che rispetto. Ma va dato anche un riconoscimento a chi come Almirante ha portato avanti degli ideali con onestà e ancora oggi è un punto di riferimento per tanti italiani». Non era stata stata dello stesso avviso l’Anpi Ladispoli Cerveteri che proprio sabato pomeriggio, in concomitanza con l’inaugurazione in piazza, aveva dato vita, insieme ad esponenti politici di opposizione e comitati di cittadini, a una manifestazione di contestazione a poche centinaia di metri dalla piazza stessa. Anpi che ha già annunciato una nuova manifestazione per il 25 aprile: «Come potrà il Sindaco in quell’occasione indossare la fascia tricolore – si era chiesta Carla Zironi del direttivo della sezione locale dell’associazione – commemorando la giornata della Liberazione dal nazifascismo dopo aver intitolato una piazza ad Almirante che era fascista?». Una vicenda, peraltro, quella della piazza ladispolana intitolata al segretario dell’MSI diventata oggetto di una proposta di legge regionale per l’introduzione nello statuto regionale l’espresso riferimento all’antifascismo. Prima firmataria il presidente della IX Commissione regionale del Lazio, Elenora Mattia. «Il fatto che si consideri Almirante un personaggio degno di un’intitolazione – ha spiegato – è la conferma che, in modo provocatorio, si vogliono negare i valori della Resistenza al nazismo e al fascismo e quegli ideali di libertà e unità nazionale del Risorgimento che sono invece alla base della nostra Costituzione. Non è un caso che alle scelleratezze istituzionali, come questa, si aggiungano i tanti episodi mossi da odio razziale e violenza messi in atto da associazioni, organizzazioni, comuni o singoli cittadini in spregio e sfregio di una Memoria che va tenuta alta. Dobbiamo quindi condannare – ha detto Mattia – senza attenuanti le svastiche sui manifesti elettori di Esterino Montino, il saluto romano nella foto di ragazzi del liceo “Socrate” di Roma, le visite delle amministrazioni comunali di Anzio e Nettuno al Campo della Memoria dei caduti della X MAS e delle altre forze fascista Repubblica sociale italiana; il furto delle pietro d’inciampo nel quartiere Monti di Roma; il post della consigliera comunale di Lanuvio a celebrare Benito Mussolini come personaggio che ha scritto 20 anni di storia italiana; la scelta del Comune di Nettuno di affidare a Pietro Cappellari l’organizzazione delle celebrazioni dello sbarco di Anzio fino alla mozione respinta dal consiglio comunale di Anzio che, presentata dalla lista civica Alternativa per Anzio e dall’Anpi, chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini da sostituire con un attestato di benemerenza ad Adele Di Consiglio, cittadina di Anzio perseguitata dai nazifascisti nella Seconda Guerra Mondiale».

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