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Marini vuole un gruppo a due con Mancini

Marini vuole un gruppo a due con Mancini

Il consigliere del Pd fa la richiesta nonostante la decisione di dimettersi. Un deciso «no comment» ma l’atto è stato protocollato

di TONI MORETTI

CERVETERI – E’ un deciso “No comment”, la risposta data dal consigliere comunale del Partito Democratico Juri Marini alla domanda che lo vede autore di una richiesta al presidente del Consiglio Carmelo Travaglia della costituzione di un gruppo consiliare a due per il PD formato da egli stesso e dal consigliere Vincenzo Mancini, rientrato nel PD dopo l’esperienza alle ultime amministrative della lista civica guidata da Margherita Tassitano che gli è valsa l’elezione. Il no comment di Marini ha assunto subito un valore strategico, uno perchè Juri marini non è restio a parlare. Tanto ha parlato quando il suo atto di resistenza lo ha visto da solo a difendere il simbolo del Partito Democratico, abbandonato da quello che diceva essere il suo partito quando con una scissione una parte di esso scelse posizioni diverse. 
Tanto ha parlato quando eletto in consiglio, si collocò con l’opposizione. Memorabili furono gli scontri dialettici con il presidente del consiglio Travaglia, suo ex compagno di partito, scissionista ed espulso. Lui, Renziano della prima ora, coerente nel perseguire quella rivoluzione liberaldemocratica che il suo leader ipotizzava, al congresso, contro Zingaretti, teneva per Giachetti che ha perso e lo ha portato a dichiarare che avrebbe smesso di fare politica, che si sarebbe dimesso dal partito e dal consiglio comunale. Una cosa è certa. Lui, di “Rossi” non ne vuol vedere. Avrebbe voluto del partito democratico un partito al centro, senza travestimenti, come quei personaggi che pur di “arrivare”, democristianamente arrivano a buttare la tonaca alle ortiche e diventano persino suore. 

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