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''Nessun silenzio sul forno crematorio''

''Nessun silenzio sul forno crematorio''

Il movimento ‘‘In nome del popolo inquinato’’ promette battaglia e si dice pronto a battere tutte le strade percorribili, anche da solo. Angelo Pierotti: "Il fascicolo è rimasto dormiente per due anni. Diversi gli aspetti da chiarire" 

CIVITAVECCHIA – «Non permetteremo che cali il silenzio sulla vicenda del forno crematorio». Parola di Angelo Pierotti, del movimento ‘‘In nome del popolo inquinato’’, in vista della riunione di questa sera nel corso della quale i comitati saranno relazionati sull’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Delio Spagnolo. Opposizione alla quale ha lavorato in questi giorni, con impegno, l’avvocato Daniele Barbieri, che segue da sempre i comitati in questa battaglia. «Batteremo tutte le strade percorribili – ha aggiunto Pierotti – anche da soli se necessario, senza escluderne alcuna. Non permetteremo che, anche a fronte di una relazione come quella del perito della Procura, la vicenda passi in sordine come gli ultimi 50 anni di storia della città, a livello urbanistico, ci hanno purtroppo insegnato».

Perché secondo i comitati, la relazione del consulente del pubblico ministero è chiara e va a certificare quanto da loro denunciato nell’esposto presentato nel 2016, e cioè un abuso a fronte del quale oggi la Procura ha chiesto comunque l’archiviazione. Eppure, secondo Pierotti, ci sarebbero diversi aspetti da chiarire, a partire proprio dal 2016, quando il fascicolo venne affidato dal procuratore capo Andrea Vardaro al sostituto Spagnolo. Agli atti risulterebbe segnata infatti una richiesta di sequestro, a cui non è mai stato dato seguito. «Bisognerebbe comprendere – ha spiegato – se si trattava di un atto dovuto iniziale, un’intenzione o una richiesta vera e propria. Certo è che il fascicolo è rimasto dormiente per due anni, con la delega d’indagine affidata alla Polizia locale che però, a quanto pare, si è limitata a trasmettere gli atti amministrativi alla Procura».

Nel frattempo anche due consiglieri comunali, Massimiliano Grasso e Marco Piendibene, avevano presentato una denuncia ai carabinieri di cui però, a quanto pare, non ci sarebbe traccia nel fascicolo. «C’è poi la perizia – ha aggiunto Pierotti – consegnata sul tavolo del magistrato a febbraio 2017. Fino ad oggi, in due anni, noi come denuncianti non siamo stati informati di eventuali proroghe di indagine; anzi, anche la richiesta di archiviazione si voleva far passare inosservata». Tanto che il gip, il 27 febbraio scorso, due giorni dopo aver ricevuto la richiesta dal parte del dottor Spagnolo, ha rinviato gli atti in Procura, ‘‘perché si provveda – si legge – a notificare alla persona offesa l’avviso di richiesta di archiviazione’’, in modo quindi da poter procedere all’opposizione.

«Non siamo contro il forno crematorio a prescindere – ha concluso Pierotti – purché sia a servizio del territorio e non una servitù, come dimostra invece l’arrivo di salme anche da altre regioni, con danni non solo ambientali. Quello che denunciavamo – ha concluso – e cioè che è stato voluto e votato un affare milionario per pochi si sta verificando, considerati anche i 30 anni di inquinamento. Bocciamo quindi l’interesse pubblico a cui fa riferimento il sostituto procuratore nelle sue motivazioni alla richiesta di archiviazione».

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