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L’UE sposta al 2030 l’uscita dal carbone

L’UE sposta al 2030 l’uscita dal carbone

CIVITAVECCHIA – Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione con la quale viene spostato al 2030 il termine ultimo per l’uscita dal carbone, ma con una graduale riduzione delle emissioni del combustibile fossile tra i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici. 
L’UE invita quindi gli Stati membri “a eliminare gradualmente l’impiego del carbone come fonte energetica al più tardi entro il 2030”: la Germania punta a raggiungere questo traguardo nel 2038, mentre l’Italia ha stabilito di uscire da questa fonte fossile entro il 2025. Si propone un -55% di emissioni rispetto ai livelli del 1990.  
Attualmente, attraverso le centrali termoelettriche a carbone, a partire dall’impianto di Civitavecchia di Torrevaldaliga Nord, vengono assicurati al mercato elettrico italiano ben 50 miliardi l’anno di chilowattore; numeri importanti da dover comunque andare a sostituire con altre fonti di energia. La data del 31 dicembre 2025 per il carbon exit difficilmente potrebbe essere rispettata in questo senso, abbandonando il carbone e senza causare problemi di efficienza alla rete nazionale. Questo significa intervenire già da subito su questo aspetto. Ma nel campo delle nuove tecnologie non si è ancora ad un livello tale da poter coprire questo fabbisogno. La possibilità quindi di poter andare oltre quel termine del 2030, attraverso un’uscita graduale, che a Civitavecchia significherebbe l’eliminazione progressiva dei tre gruppi attualmente alimentati a carbone, potrebbe essere un’eventualità più che concreta. 

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