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Marcia di Forza Nuova contro Montino

Marcia di Forza Nuova contro Montino

Fiumicino. Domani la protesta dei militanti di estrema destra contro l’amministrazione comunale. Insorge l’Anpi: "Il Sindaco scriva al Prefetto e impedisca la manifestazione"

FIUMICINO – Sabato 23 marzo, a cento anni esatti dalla nascita del movimento politico fondato a Milano da Benito Mussolini, Forza Nuova “marcerà” su Fiumicino per protestare contro la “ridicola e anti-italiana”, a detta dei militanti di estrema destra, amministrazione Montino. «Montino ha devastato Fiumicino in questi sei anni di amministrazione, e sabato glielo grideremo forte e chiaro marciando per tutta via Torre Clementina», dichiara Castellino, leader di Forza Nuova Fiumicino. La marcia di Forza Nuova ha spinto la neonata sezione dell’Anpi Fiumicino a scrivere una lettera indirizzata al sindaco Montino, nella quale ricorda che in concomitanza alla marcia «verrà anche inaugurata (alle ore 18,00 in via Giorgio Giorgis 76) la sede dell’Associazione ‘2punto11’, il cui nome si rifà alla numerazione alfabetica delle lettere B ed M, iniziali di Benito Mussolini». L’Anpi, nella missiva, tracciando un quadro generale della situazione socio-politica dell’Europa d’oggi, afferma che “di fronte al fenomeno dell’immigrazione di massa verso il vecchio continente, i popoli europei, compreso il nostro, sono disorientati e sfiduciati». «È in questo contesto – aggiungono i partigiani – che si inserisce il rischio del radicamento di idee razziste, xenofobe, intolleranti e discriminatorie che organizzazioni come Forza Nuova, richiamandosi ad ideologie totalitarie ed esperienze storiche legate alle dittature fascista e nazista, portano avanti nei loro programmi e nella loro attività politica e culturale». Nella lettera, l’Anpi chiede al sindaco di Montino «un intervento incisivo e risolutivo finalizzato tanto alla tutela dell’ordinamento democratico e delle istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione, quanto al rispetto della XII disposizione transitoria della Costituzione e delle sue leggi applicative, vale a dire le leggi Scelba e Mancino». Inoltre, mentre chiedono ai cittadini di scendere in strada per una «mobilitazione pacifica e democratica», i partigiani richiedono all’amministrazione comunale  anche «di intervenire ufficialmente presso la Prefettura di Roma al fine di impedire lo svolgimento della annunciata manifestazione neofascista».

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