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Tari: 10% in più per il 2019

Tari: 10% in più per il 2019

Aumento motivato dall’amministrazione per l’incremento dei costi non per scelta politica. Si solleva l’opposizione ponendo dei quesiti ai quali non hanno avuto risposta; bocciato un emendamento dei 5Stelle che proponeva il dimezzamento della somma stabilita in caso di rateizzazione degli insoluti  

di TONI MORETTI 

CERVETERI – L’aumento della Tari è arrivato come una doccia fredda. Non si mette in dubbio che aumentare una tassa come quella relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti urbani, è una cosa che ogni amministrazione tenta di evitare perchè non porta certo consensi e popolarità. Ma è proprio quando si ammette, come ha fatto l’amministrazione Pascucci, che non si è trattato di una scelta politica ma che l’aumento è stato la conseguenza dell’incremento di costi di gestione verificatisi in itinere, ci si deve aspettare una analisi senza sconti dei metodi gestionali degli interi settori del comune ed in particolare del settore in oggetto, da parte dell’opposizione in un consiglio comunale da molto tempo inquinato da dubbi e veleni. Infatti, nel consiglio comunale di giovedì, l’argomento di discussione che riguardava un aumento della Tari di circa il 10%, è partito con delle premesse del sindaco che con la sua grande abilità oratoria, ripropone ancora una volta in maniera appassionata il percorso fatto da un paese abbruttito da una miriade di cassonetti stradali per raccogliere i rifiuti alla condizione di oggi, con una raccolta differenziata e porta a porta che ha raggiunto percentuali di riguardo nonostante il disturbo creato da irriducibili incivili che ne trasgrediscono le regole. Poi si entra in tecnicismi ragionieristici quando per esempio afferma: «L’aumento della tariffa, non deriva da una scelta dell’amministrazione ma solo ed esclusivamente dall’aumento di una serie di costi che hanno subito rialzi importanti. Il piano Tari del 2019 è di 6.890.636,65 esattamente 727.549,6 euro in più rispetto a quello del 2018. Un rialzo dovuto a diversi fattori, uno su tutti, il più significativo, quello  dei conferimenti presso i centri di raccolta che sono saliti di 358mila euro. Nonostante la raccolta differenziata abbia raggiunto ottimi risultati superando il 70% nel mese di febbraio di quest’anno ci vediamo costretti ad aumentare le tariffe per i cittadini, una scelta obbligata in quanto la legge prevede che la tassa sui rifiuti (Tari) relativa alla gestione dei rifiuti debba essere interamente a carico degli utenti sia per i costi di raccolta che per quelli legati allo smaltimento».
Segue quindi l’intervento dell’assessora Elena Gubetti con delega alle politiche ambientali, che ad un certo punto, forse per l’emozione, sembrava si perdesse tra i fogli dattiloscritti e le slides che commenta: «L’aumento dei quest’anno non deve demotivare i cittadini al continuare a differenziare correttamente i propri rifiuti. Perché se non avessimo raggiunto il livello di raccolta differenziata di oggi, con i costi di conferimento in discarica di oggi avremmo speso cifre ben maggiori, oltre gli 8 milioni di euro». 
In verità, gli interventi sembravano una corsa alle giustificazioni. C’era da giustificare forse che questa amministrazione aveva promesso un ritorno economico per i cittadini se si fossero raggiunti certi livelli di differenziata ma che gli obiettivi sono stati raggiunti e la tassa aumenta? Perchè poi, in fin dei conti è questo che rimane alla gente che si sa, può essere più o meno brava, più o meno attenta o interessata alla matematica? La gente avrebbe forse meglio gradito delle risposte e capire se si fosse risparmiato risolvendo ai presunti conflitti con l’azienda dei rifiuti denunciati dai consiglieri De Angelis e Orsomando, se avrebbe avuto risparmio qualora si fossero applicate le sanzioni previste dal contratto di appalto come quella che prevedeva settecento euro al giorno per ogni mezzo privo dell’impianto di geolocalizzazione del quale dovevano essere provvisti non più tardi dei sei mesi dalla firma del contratto e realizzati solo pochi giorni fa. Avrebbe preferito risposte e capire se il bilancio comunale avrebbe tratto beneficio qualora, come ha fatto notare Lamberto Ramazzotti, una volta adottato il piano urbanistico per l’Ostilia la Sara e la Cantina avessimo fatto i passi necessari per chiedere l’adeguamento dell’Imu come per legge e farlo pagare. Pensate che alla gente, che si vede aumentare le tasse possa bastare la risposta di Galli che dice: «ma si fa sempre in tempo» mentre si vedeva bocciare un emendamento di 5Stelle che si proponeva di consentire a chi, in condizioni di difficoltà economica, si ritrova con un debito sulla TARI tra i 200 e i 2000 euro, di pagarlo in rate da 50 euro e non nelle più pesanti rate da 100 euro previste nel testo di delibera?  «La verità è che questa giunta è distante dai cittadini, non conosce le difficoltà del territorio e si guarda bene dal venire incontro alle fasce più deboli della popolazione, nonostante i proclami e gli slogan. Sappiatelo e per ulteriori chiarimenti rivolgetevi pure ai consiglieri Galli, Gnazi, Bacini, Lucchetti, Ferretti, Nucci», dicono i 5Stelle con un pizzico di cattiveria.

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