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Grande successo per la prima ‘‘Festa della Scafa’’

Grande successo per la prima ‘‘Festa della Scafa’’

Fiumicino. Oltre 200 persone sulla ciclabile

FIUMICINO – Nascosta tra i canneti che costeggiano il fiume Tevere, esiste una pista ciclabile che collega Fiumicino con Roma. Un posto sconosciuto ai più che domenica 24 marzo, in occasione della prima “Festa della Scafa” è stato “preso d’assalto” da giovani, coppie e famiglie. Più di duecento persone, in sella alla propria bici o a piedi, si erano date appuntamento a Pleiadi, a Parco Leonardo, per risalire il fiume fino a Oasi di Porto, usando la ciclabile nascosta e quella ufficiale. Altri sono partiti da Roma per ricongiungersi al gruppo proprio a Oasi di Porto. «Ci ho messo un bel po’ a realizzare che eravamo duecento persone e lì ho capito che l’idea di un quartiere vivo, animato ed unito non era più solo nella mia testa», ha raccontato Antonio Canto, presidente del Comitato di Quartiere Parco Leonardo, tra i promotori dell’iniziativa. «C’è un momento in cui un quartiere prende coscienza delle proprie potenzialità e reagisce. Parco Leonardo è in forte crescita e non mi riferisco solo a palazzi o spazi commerciali, ma alla voglia di essere una vera comunità, stare uniti e godersi una giornata tutti insieme apprezzando le risorse del nostro territorio», aggiunge il Presidente. Che così spiega gli obiettivi della manifestazione: «Grazie al lavoro con altri comitati ed associazioni (Dit, CdQ Ponte Galeria, i gatti della Regina Ciclarum, ecc.) è stato possibile realizzare la  prima ‘Festa della Scafa’, una giornata-simbolo legata alla navigazione del Tevere, ma che ha coinvolto anche il tema ambientale e la mobilità sostenibile». «Quando sono venuto a vivere a Parco Leonardo mi avevano detto che nulla poteva essere organizzato, perché era un ‘dormitorio’ – racconta Canto -. Quando da ottobre 2018 ho iniziato questo nuovo percorso come Presidente del Comitato di quartiere qualcuno insisteva nel sostenere che le persone sono disinteressate e non c’era spirito d’unione. Io ho fede negli altri e credo fortemente nei buoni propositi». «‘Non si può fare’ e ‘dormitorio’ sono espressioni da cancellare, non ci appartengono più, c’è voglia di crescere e migliorare. Ho percepito la volontà di essere parte di una grande famiglia, finora sopita da speranze disattese, ma oggi proviamo a ricostruire un nuovo processo di identificazione basato sulla sicurezza emotiva ed il senso di appartenenza attraverso la partecipazione e la condivisione», prosegue il Presidente del Comitato di quartiere. «Ci sono famiglie, bambini, genitori, nonni e ragazzi di tutte le età che incontriamo quotidianamente ed hanno voglia di conoscersi e vivere in uno spazio urbano a misura d’uomo. Sono loro il motore di Parco Leonardo. Siamo ancora all’inizio, ma ieri ho visto una comunità nuova», continua Canto. Che conclude: «Un comitato di quartiere è giusto che segua la risoluzione di alcuni problemi strutturali e le procedure per concorrere a realizzare le opere urbanistiche fondamentali alla vivibilità del quartiere stesso, ma c’è anche un tessuto sociale da ricucire, la fiducia da ricostruire e la voglia di appassionarsi al bene comune, tutti insieme, un passo alla volta».

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