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Urge un’opera di bonifica per il sito etrusco sui Monti della Tolfa

Urge un’opera di bonifica per il sito etrusco sui Monti della Tolfa

Glauco Stracci, presidente del movimento Archeoetruria, ripercorre i momenti della sua scoperta

TOLFA – «A Monte Ianni ci troviamo di fronte un complesso che va giustamente indicato come Necropoli di Monte Ianni e che la storia moderna ha passato nel dimenticatoio, un piccolo tesoro invece che andrebbe reso accessibile e studiato approfonditamente». Ad esprimersi così Glauco Stracci, presidente del Movimento Archeoetruria che 7 anni fa grazie alle indicazioni di Enrico Agostini di Tolfa ha scoperto un sito etrusco sui Monti della Tolfa per il quale è necessaria un’opera di bonifica e di studio; nel 1934 l’archeologo Salvatore Bastianelli aveva indagato già su questa area. «Era il 2012 quando Enrico Agostini di Tolfa, mi raccontò della Tomba del Bambino – spiega il dottor Glauco Stracci – si tratta di una storia che risale almeno alla Seconda Guerra e racconta di un bambino che, morto infante per un’improvvisa malattia destò tanta commozione nella comunità rurale, tanto che fu sepolto in una tomba a pozzetto molto particolare. Agostini la vide in piccola età, ma ricordava la zona, così mi recai con lui alle pendici est di Monte Ianni o Janne,  sulla strada provinciale per Tolfa. Fortuna volle che era appena passato il taglio ceduo di tutta la catena collinare e ciò mi permise di fare diverse scoperte». Stracci individuò quattro sepolture etrusche, tutte a camera costruita, di cui una a tumolo con rifiniture in blocchi di tufo, questo del diametro di dieci metri: «Era quello che nel 1934 l’archeologo Salvatore Bastianelli aveva indagato – prosegue Stracci – ma che, purtroppo, nessuno seppe più ritrovarlo o meglio forse riconoscerlo». Adiacente Stracci ha rinvenuto «un edificio a pianta rettangolare di 18 x 12 metri, con l’ingresso posto centralmente, di cui restavano le fondamenta in pietrame di flysch calcareo, poste di piatto, in filari doppi (ricordano molto le fondamenta di Casa Baldi in Versilia) – spiega ancora il dottor Stracci – le pietre, rozzamente squadrate per dimensione e tecnica, sono le stesse delle camere sepolcrali e ho, quindi, supposto che si trattava di un piccolo sepolcreto attinente a un’abitazione isolata, com’è usuale nei Monti della Tolfa, inquadrabile al VI-V sec. a.C. L’edificio potrebbe, però, anche essere un temenos, cioè la recinzione sacra al cui interno vi era un altare-sacello per riti funebri, non dimentichiamo che molti ipotizzano infatti che Monte Janne sia la corruzione di Mons Ianus, cioè un luogo sacro al dio Giano. Infine dopo ore mi spinsi nella macchia e individuai con Agostini la famosa Tomba del Bambino. Si tratta di una struttura triangolare posta sul bordo di un ripido pendio, composta di enormi lastroni di flysch, del tipo Pietra Paesina, di cui due hanno lo spessore di 40 cm, la terza supera invece lo spessore del metro; tutte sono di forma rettangolare e  sprofondano di taglio nel suolo per oltre un metro. Potrebbe trattarsi di un’anomala ‘’tomba a pozzetto’’ tipica della ‘’facies’’ tolfetana (un pozzo), ma anche il ‘’dromos’’ (entrata) di una grande tomba monumentale di cui una parete laterale si è piegata per la spinta del terreno. Sta di fatto che ci troviamo di fronte un complesso che va giustamente indicato come Necropoli di Monte Ianni e che andrebbe reso accessibile».
e studiato approfonditamente».

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