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Usi civici, Pincio preso d’assalto

Usi civici, Pincio preso d’assalto

Centinaia di cittadini in fila davanti all’Ufficio protocollo per aderire all’opposizione del Comune alla nuova perizia dell’Università agraria. Comunali costretti a fornire dei numeri per limitare gli accessi: nessun potenziamento di orario VIDEO

CIVITAVECCHIA – Ufficio protocollo preso d’assalto per l’adesione all’opposizione del Comune alla nuova perizia dell’Università agraria sugli usi civici.   Palazzo del Pincio ha scelto infatti di rivolgersi alla Regione chiedendo di bloccare l’iter di approvazione, con il consigliere comunale pentastellato Emanuele La Rosa che ha invitato i cittadini ad unirsi. Appello raccolto da centinaia di civitavecchiesi in fila per ore davanti agli uffici di Palazzo del Pincio, fogli alla mano, nella speranza che questa ennesima azione possa portare un po’ di chiarezza in una vicenda sempre più ingarbugliata. Sicuramente una mattinata difficile per le centinaia di cittadini che hanno scelto di consegnare il proprio modulo di adesione prendendo d’assalto l’Ufficio protocollo aperto ieri dalle 10 alle 12. Un’affluenza attesa ma, forse, sottovalutata al punto che verso le 11 personale del Comune ha dovuto distribuire dei numeri e bloccare un’ulteriore affluenza. «È un ricorso giusto – spiega una cittadina – così è tutto bloccato». C’è chi invece spera che sia la politica a risolvere questione usi civici e chi fa spallucce con rassegnazione consegnando l’ennesimo atto. Nel complesso però la maggior parte dei civitavecchiesi in fila pare aver approvato l’iniziativa del Comune. «Siamo qui per cercare di fare qualcosa – spiega un altro cittadino – come hanno detto Sindaco e giunta». Altri ricordano il lavoro di Vittorio Petrelli. «Ci aspettiamo che l’unione faccia la forza – dice un civitavecchiese – il mercato immobiliare è fermo». C’è invece chi ammette di aderire «sperando che la faccenda vada a buon fine» e chi racconta i suoi problemi o chi parla di un gran «casino».

La situazione è sicuramente ingarbugliata al punto che forse anche tra i cittadini regna ancora la confusione. Sicuramente nel complesso la speranza è che questa azione del Comune possa essere risolutiva anche se, come spiegato dallo stesso La Rosa, l’opposizione è alla nuova perizia dell’Università agraria, per misure più definitive bisognerà attendere la sentenza del Commissario agli usi civici. Sta di fatto che per il Comune la nuova perizia contiene degli errori, così come quella del 2013. Qualche polemica per l’assenza di misure straordinarie, anche in considerazione che l’appello alla cittadinanza è arrivato proprio da Palazzo del Pincio. C’è tempo fino al 27 marzo per aderire all’opposizione e solo venerdì, ad esempio, sono stati raccolti circa 300 moduli. Numeri che testimoniano quanto il problema sia sentito e reale. C’è chi tra i cittadini, specialmente quelli costretti ad andare via – già dalle 11,30 circa – si chiede se non fosse stato il caso di potenziare l’ufficio o aumentare l’orario di apertura visto che la comunicazione è arrivata il 20 marzo, con scadenza al 27. Comunque le adesioni continueranno ad essere raccolte fino a venerdì.

Per il consigliere comunale di minoranza Patrizio Scilipoti a firmare l’opposizione dovrebbero essere soltanto i cittadini che si vedono coinvolti dalla nuova perizia del 2018 e non da quella del 2013. Non è della stessa opinione La Rosa: «I cittadini che hanno diritto ad opporsi sono tutti quelli interessati dalla nuova cartografia, compresi quelli già coinvolti dalla determinazione del 2013», determinazione che per il consigliere è «errata» e che quindi la Regione deve «ritirare a prescindere dalla nuova». La Rosa è consapevole della possibilità che l’esito dell’opposizione possa essere negativo ma «tutte le argomentazioni della Regione potranno essere impugnate». Sta di fatto che in questi mesi si è molto parlato di usi civici con botta e risposta tra enti, politici e quant’altro e non era difficile immaginare che l’affluenza sarebbe stata notevole e, magari, agire di conseguenza per limitare i disagi ai cittadini.    

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