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Pietrosanti, polemica in Senato

Pietrosanti, polemica in Senato

Fiumicino. L’aggressione del consigliere del Movimento 5 Stelle arriva a Palazzo Madama. L’appello del senatore Dessì alla Cirinnà: "Presti attenzione anche ai diritti personali"

FIUMICINO – Si era fatto immediatamente visitare presso il Nucleo di Cure Primarie, il consigliere comunale del M5S Ezio Pietrosanti, in seguito all’aggressione avvenuta in Commissione Ambiente a Fiumicino, il 26 marzo 2019. Lo stato di salute del consigliere pentastellato però è stato oggetto di una valutazione più approfondita oggi, presso il Pronto Soccorso dell’Aurelia Hospital: «Ho dolore al collo, alla testa e alla schiena, ed un po’ di difficoltà a respirare» ha riferito Pietrosanti ai medici che lo hanno preso in carico.  Ecco il referto medico dell’ospedale: «Contusione con trauma cervicale». Tra le prescrizioni, oltre ai tre giorni di prognosi, collare cervicale e aerosol per le difficoltà respiratorie, e tutta una serie di medicinali correlati. Fonti dei Cinquestelle sottolineano come le scuse ricevute dal consigliere Chierchia sembrino quasi voler sostenere la giustificazione del “se l’è cercata”: picchiare qualcuno perchè ha fatto polemica durante una discussione o ha detto delle falsità è l’equivalente del cercare di giustificare chi uccide dicendo che è stato provocato, chi stupra che la vittima indossava la minigonna. Gli atti di violenza vanno condannati sempre, senza se e senza ma, non è possibile accampare nessuna forma di giustificazione. «Se la violenza fisica entra nelle istituzioni bisogna che le istituzioni stesse facciano di tutto per liberarsene»; è quanto afferma il senatore Emanuele Dessì in un intervento sulla vicenda dell’aggressione del consigliere comunale Pietrosanti. «Ci risiamo: dopo i noti fatti di Frascati, un consigliere comunale si rende colpevole di un’aggressione, stavolta addirittura in Aula ed ai danni di un rappresentante del Movimento 5 stelle. E’ successo a #Fiumicino e la “colpa” del nostro portavoce Ezio Pietrosanti è stata quella di aver attaccato, politicamente, la maggioranza del sindaco Montino. Per questo è stato fisicamente sbattuto al muro e preso a schiaffi. Quanto accaduto fa schifo perché, al di là dell’area di provenienza politica dell’aggressore e sulla quale ci sarebbe molto da dire, è inammissibile che rappresentanti istituzionali eletti e nel pieno delle loro funzioni commettano atti di violenza. Mi auguro che contrariamente a quanto avvenuto a Frascati, dove la maggioranza ha pilatescamente e colpevolmente fatto quadrato attorno al suo consigliere, i colleghi stessi dell’aggressore prendano le distanze da lui. Mi aspetto massimo rigore da parte di tutti ma temo che i “#Montinoboys” scelgano il silenzio. Così come mi aspetto una condanna per quanto avvenuto a Fiumicino da parte della senatrice #MonicaCirinnà, così attenta ai diritti civili: spero che guardi con identica attenzione anche ai diritti personali e all’incolumità di chi partecipa ai Consigli comunali. Sono pronto a dare il massimo supporto umano e politico ad Ezio Pietrosanti». Parole di condanna del gesto, nel frattempo, sono arrivate da LeU. «Ciò che è successo a conclusione della Commissione Ambiente non fa parte della politica che vogliamo. Condanniamo ogni forma di violenza, verbale e fisica. Siamo per una politica fatti di confronti tra idee, che accrescano la nostra comunità, ma le stesse non devono mai sfociare in nessun tipo di violenza». Così, in una nota, il Coordinamento di LeU Fiumicino esprime solidarietà al consigliere Pietrosanti, aggiungendo: «Rispettiamo le idee altrui, anche quando queste non coincidono con le nostre. Provocazione o meno, non è questa la politica che auspichiamo e per cui stiamo combattendo. Siamo e saremo sempre contro qualsiasi tipo di aggressione. Solidarietà al consigliere Ezio Pietrosanti, con l’augurio di una pronta guarigione». «Dobbiamo contrastare queste vicende e queste azioni, nessuna giustificazione per coloro che invece di usare la normale dialettica, usano la forza. Tutto questo non fa parte del nostro modo di fare politica», prosegue la nota. Che così conclude: «Crediamo fortemente nei principi come democrazia e libertà di pensiero. Da parte nostra faremo il possibile perché simili atti non si ripetano più».

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