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Adeguamento tecnico funzionale per la banchina 24

Adeguamento tecnico funzionale per la banchina 24

Questa la soluzione discussa nel tavolo di Partenariato per dare una risposta concreta alla vertenza legata allo scarico dei container. Ma i tempi stringono e Chiquita attende garanzie. Rischia di esplodere la questione Port Mobility legata alla revoca del servizio di navettamento crocieristico: lunedì vertice tra Adsp e sindacati

CIVITAVECCHIA – Un interscambio ed una multifunzionalità per cercare di rispondere al meglio a quelle che sono le richieste del mercato e, in particolare, della merce. Per non perdere traffici importanti e per far sì che il porto di Civitavecchia possa competere con gli altri scali con gli stessi mezzi, nel panorama commerciale. Si è discusso soprattutto di questo, ieri, nel corso della lunga seduta del tavolo di partenariato a Molo Vespucci. Una seduta al termine della quale, di fatto, è stata indicata la strada da tracciare per raggiungere questi obiettivi, con particolare riferimento al settore container ed agroalimentare, dopo la calda estate appena trascorsa, con l’esplosione della ‘‘guerra tra le banchine’’ a cui non è stata posta la parola fine.

E la soluzione, secondo i membri del tavolo, è quella di procedere ad un adeguamento tecnico funzionale, attuando delle modifiche al piano regolatore portuale che vadano a far coincidere le precedenti previsioni merceologiche con quella che è la realtà attuale. Una strada che potrebbe interessare quindi la banchina 26, dove l’Authority a settembre aveva manifestato l’intenzione di far spazio alle auto piuttosto che alle granaglie, e chiaramente alla 24, quella che ospita il terminal agroalimentare. In questo caso l’obiettivo è quello di far attraccare navi destinate proprio all’agroalimentare, anche in container, senza farle passare per la 25, specificatamente destinata ai contenitori. Il cluster marittimo non vuole perdere traffici, soprattutto un traffico importante come può essere quello di Chiquita, con le sue 140mila tonnellate di merce movimentata annualmente. Certo, da un lato c’è l’ordinanza emessa dall’Adsp l’estate scorsa – e non ancora revocata e contestata davanti  al Tar del Lazio – dall’altro gli impegni presi a febbraio alla Fruit Logistica di Berlino dagli stessi vertici di Molo Vespucci, che avevano rassicurato i dirigenti di Chiquita, i quali hanno manifestato la disponibilità a consolidare ed implementare la propria presenza nel porto di Civitavecchia. Questo però di fronte ad iniziative concrete e tempi certi. Tempi che oggi stringono. Perché la multinazionale delle banane ha bisogno di risposte chiare e decise entro pochi giorni. Gli stessi chiesti dal tavolo di partenariato all’Adsp per passare dalle parole ai fatti. Perché, a quanto pare, l’intenzione di procedere con il progetto dell’adeguamento tecnico funzionale c’è, ma bisogna concretizzarlo.

Nel corso della seduta si è discusso anche dei piani di investimento di Port Utilities e Port Mobility sulle quali pendono, da qualche mese, delle procedure di revoca di servizi. In queste settimane si sono svolti incontri e c’è stata una fitta corrispondenza tra le parti. E mentre per Port Utilities il problema sembra essere in parte ridimensionato, per Port Mobility la questione potrebbe esplodere a brevissimo, con la decisione dell’Authority di procedere alla revoca del servizio di navettamento crocieristico. Una situazione che preoccupa, e non poco, i sindacati che hanno chiesto ed ottenuto un incontro con l’Adsp programmato per lunedì proprio per affrontare gli aspetti di questa vertenza, conoscere meglio le motivazioni alla base della decisione di Molo Vespucci e valutare le possibili conseguenze, specie con la stagione crocieristica ormai alle porte. 

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