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''L’Agraria non può diventare un assessorato del Comune''

''L’Agraria non può diventare un assessorato del Comune''

Lo afferma il vicepresidente Alberto Tosoni a seguito delle recenti proposte giunte da più parti

TARQUINIA – «L’Università Agraria non può diventare un assessorato del Comune o tantomeno chiudere tramite legge regionale o referendum cittadino, anche alla luce della recente riforma adottata con legge nazionale 168/2017 che regola le Università Agrarie ed Enti similari per la gestione dei beni collettivi e degli usi civici». Parola del vicepresidente dell’ente di via Garibaldi a seguito della richiesta giunta da più parti di procedere con un referendum per chiudere l’ente.«Questo per chiarire – afferma Alberto Tosoni – quanto emerso in questi giorni sulle intenzione di voler indire referendum ed altre soluzioni per chiudere l’Ente di via Garibaldi. Gli Amministratori di questo Ente hanno partecipato più volte ad incontri istituzionali relativi all’illustrazione della natura giuridica a seguito dell’attuazione della legge 168/2017 riguardante le norme sui domini collettivi, pertanto riferiamo quanto espresso dalla legge per chiarire alcuni aspetti»
«Al momento – spiega il presidente – non è possibile una gestione comunale, perché la legge 168/2017, rimarca che solo le Università Agrarie sono le uniche demandate all’amministrazione dei beni collettivi ed usi civici, inoltre  la normativa prevede che qualora non siano presenti enti come l’Università Agraria è obbligo procedere alla loro costituzione». «Pertanto – prosegue Tosoni – l’Università Agraria è l’Ente esponenziale della sola popolazione titolare dei diritti di uso civico a questa appartenenti e soprattutto in un territorio come quello di Tarquinia, dove l’attività dell’Ente agrario amministra migliaia di ettari, debbono cercare di far sviluppare il principio della sussidiarietà previsto dall’art. 118 della Costituzione. Comune e l’Università Agraria, nell’interesse della medesima popolazione, debbono pertanto lavorare insieme e dare il meglio per raggiungere obiettivi che diversamente non si possono conseguire». «L’attuale amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia comunque, – precisa Tosoni – proprio nel merito della legge 168/2017, ha un dovere ed è quello di dare seguito ad un nuovo statuto per ottemperare al principio di autonormazione che la nuova legge nazionale ha introdotto e imposto. Non è la prima volta che si sentono proposte in tal senso, probabilmente alimentate anche dalla situazione economica in cui versa l’ Ente, condizione che stiamo cercando di risollevare. Ci tenevamo a chiarire a tutti i cittadini come stanno effettivamente le cose in merito alla gestione dell’Università Agraria di Tarquinia». 

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