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Traiano, sul palco ''I ragazzi del cavalcavia''

Traiano, sul palco ''I ragazzi del cavalcavia''

Nell’ambito della rassegna Teatro d’Autore martedì alle 21 le civitavecchiesi Galli e Ruggeri tornano in città  

CIVITAVECCHIA – Vincitore del premio della critica al Dante Cappelletti nel 2015, ‘‘I ragazzi del cavalcavia’’ di Erika Z.Galli e Martina Ruggeri, artiste di Civitavecchia, arriva al teatro Traiano martedì alle 21 nell’ambito della rassegna Teatro d’Autore a cura di Davide Tassi, sostenuta dalla collaborazione tra il comune di Civitavecchia e Atcl. Classi 1983 e 1986 Erika Z.Galli e Martina Ruggeri si incontrano artisticamente nel 2005 dando vita nel 2011 al progetto Industria Indipendente, collettivo artistico e di ricerca principalmente dedito alle arti performative, teatrali e visive.

La loro ricerca artistica inizia nel 2005 con la sperimentazione del video e della performance e prosegue poi con un lavoro drammaturgico ed autoriale. I ragazzi del cavalcavia, con Alberto Alemanno, Maziar Firouzi, Francesco La Mantia, Daniele Pilli, Woody Neri, è ispirato ai fatti di cronaca avvenuti a Tortona venti anni fa quando i fratelli Furlan, lanciando un sasso dal Cavalcavia della Cavallosa per passare il tempo, colpirono un’auto in corsa uccidendo una donna.

«Cinque uomini, una famiglia: la famiglia F. La famiglia F. è formata da quattro fratelli e uno zio acquisito, ragazzi come tanti, con un lavoro e una città alle calcagna – spiegano Galli e Ruggeri – la Città di T. Tra la noia e la voglia di rivalsa sulla vita, i Fratelli F. e lo Zio Tex si muovono tra eccessi e prese di coscienza eseguendo quello che pare essere un atto già predestinato dalla vita. La storia raccontata in questo dramma è ispirata a fatti realmente accaduti. Come ogni ispirazione nasce da una particolare eccitazione della mente e ha quindi a che fare con la fantasia e il sentimento che ci ha spinto a trasfigurare questa storia, tuttavia considerando la realtà. Per tale motivo – concludono le autrici – le ambientazioni, il tempo e i personaggi sono stati modellati non con tentativi documentaristici, ma per riportare alla memoria uno specifico scenario della realtà».

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