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Statuto comunale, Menditto: ''Mi auguro che i cittadini saranno soddisfatti''

Statuto comunale, Menditto: ''Mi auguro che i cittadini saranno soddisfatti''

Il commento del presidente della massima assise cittadina all'indomani dell'approvazione

CIVITAVECCHIA – «Mi auguro che i cittadini saranno soddisfatti del nuovo Statuto comunale». È il commento del presidente della massima assise cittadina Dario Menditto che ricorda l’approvazione, all’unanimità, di giovedì scorso. Un testo «che stabilisce le norme fondamentali e generali dell’organizzazione del Comune – prosegue il pentastellato – e in particolare le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e partecipazione della cittadinanza, ponendo attenzione alle minoranze».

Un nuovo statuto di cui, secondo Menditto, si sentiva «il bisogno in quanto la versione vigente che si va a sostituire risale al lontano 1995, quando nemmeno esisteva il testo unico degli enti locali, ma la spinta data dalla necessità di adeguamento agli interventi normativi che si sono succeduti negli anni, ha fornito anche l’occasione per introdurre – ha evidenziato Menditto – precisi riferimenti a valori che l’intera comunità cittadina riconosce come fondamentali, quali l’antifascismo ed il patriottismo, attraverso l’introduzione di due giornate di celebrazione, rispettivamente degli Arditi del Popolo e dei patrioti civitavecchiesi che si sono particolarmente distinti nella storia cittadina».

Per quanto riguarda l’organizzazione comunale «è stata introdotta la carica di vice presidente del consiglio comunale, che non sarà però retribuita, fissate regole più precise per la revoca del presidente del consiglio che non abbia un atteggiamento super partes nell’esercizio delle sue funzioni e sarà anche più facile rimuovere i consiglieri assenteisti che non dichiarino le legittime motivazioni che li portino a disertare la “massima assise”. Vengono inoltre introdotti nuovi istituti di partecipazione alla vita politica della città, come il Bilancio partecipativo, che consentirà di assegnare una quota del bilancio comunale alla gestione diretta dei cittadini e la Consulta che mira a coinvolgere i giovani. Viene poi aperta la possibilità – ha concluso – prima negata, di introdurre con apposito regolamento il referendum senza quorum».

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