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Un dormitorio al posto della roulotte

Un dormitorio al posto della roulotte

La morte di Tomasz riaccende i riflettori sull’indifferenza delle istituzioni. I volontari fanno l’impossibile per alleviare le sofferenze dei senza fissa dimora, ma gli sforzi spesso non bastano. OGGI LA VEGLIA DI PREGHIERA 

CIVITAVECCHIA – Un dormitorio di fortuna che ha preso il posto delle roulotte della Comunità Sant’Egidio al parcheggio del Bricchetto. ‘‘Via della Casa Comunale’’ veniva chiamata quell’area, destinata per molto tempo al ricovero di persone senza fissa dimora. Messa così sembra quasi il frutto di un accordo tra volontari ed istituzioni, ma tutti ricorderanno i continui interventi delle forze dell’ordine in quell’area: risse, degrado, continui parapiglia. 
Fino all’esplosione di una bombola di gas che solo per un caso non ha fatto registrare vittima. 
Così è morto l’accordo: l’area è stata sgomberata e chi si è visto si è visto. 
I volontari della San’Egidio hanno continuato e continuano a fare sforzi sovraumani per sostenere ed aiutare i bisognosi, ma le istituzioni dove sono finite?
 Quali provvedimenti sono stati adottati per aiutare chi ogni giorno si dedica agli ultimi? Si tratta di esseri umani, non di pacchi postali trasferibili da un luogo all’altro in base alle esigenze di chi amministra. Tomasz Lucawski, 
il 37enne polacco trovato morto sabato sera alla Marina aveva deciso di restare al suo posto, provvedendo ad istallare una tenda al posto delle vecchie roulotte. E non è stato certamente l’unico ad aver fatto quella scelta. 
Gli aiuti li riceveva, il suo precario stato di salute legato a una cronica insufficienza epatica è stato sempre una priorità per la Comunità Sant’Egidio: proprio i volontari lo hanno convinto a sottoporti ad accertamenti medici per valutare la reale condizione e stabilire il percorso da fare. Hanno anche provato a farlo ragionare e ad accettare il ricovero, senza però riuscire a convincere l’uomo.  Tomasz, proveniente da Ostrowiec Swietokrzyski, viveva a Civitavecchia da sei anni.
 Anche se non aveva la casa e un lavoro stabile, e malgrado i suoi problemi, comuni a tanti senza fissa dimora, era integrato nel tessuto cittadino perché era entrato nel cuore di tanti civitavecchiesi. Persona mite, sempre in cerca di amicizia e solidale con chi viveva nelle sue condizioni o stava peggio di lui. I funerali si terranno nei prossimi giorni.

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