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''Una raccolta di fumo senza arrosto''

''Una raccolta di fumo senza arrosto''

La giovanissima Aurora Garofolo parla del suo nuovo romanzo: un must per chi vuole conoscere e conoscersi. "Voglio destabilizzare, far cambiare la prospettiva"

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Destrutturare per capire chi sei e cosa vuoi, per analizzare il tuo io e perché no, vivere meglio. Lo sa bene la giovanissima autrice (19 anni) Aurora Garofolo che nei giorni scorsi ha presentato il suo nuovo libro ‘‘Una raccolta di fumo senza arrosto’’.

«Ho iniziato a scriverlo – ha spiegato – durante il terzo e quarto anno del Liceo Linguistico, quindi quello che ho scritto è il frutto delle suggestioni dovute soprattutto alla Filosofia e alla Letteratura studiate in quegli anni». Un prologo che introduce a cinque sezioni, un viaggio con destinazione diversa da persona a persona, che parte dalla prosa, passa dalla poesia, fino a fondersi nella proesia. «Ho scritto di qualunque argomento – ha raccontato Garofolo – e soprattutto, nel tentativo di non essere autoreferenziale, ho inserito molte citazioni all’interno dei brani tra cui anche cinque canzoni». La giovane autrice, infatti, è anche cantante e studia al Dams.

«Mi tengo aperte diverse strade – ha detto con determinazione – perché so cosa fare nella vita». Giovanissima ma determinata, probabilmente il frutto di quell’analisi interiore a cui vuole portare il lettore, senza pretenziosità. «In fondo tutti speriamo di poter fare la differenza per qualcuno e questo – ha continuato – è il mio modo di farlo. Vorrei riuscire a far riflettere le persone, smuovere l’irrazionale. Il mio libro – ha evidenziato – è rivolto a tutti, ho cercato forme che potessero trasmettere più possibile e spero che tutti possano tratte emozioni e irrazionalità. Ho anche nascosto – ha rivelato – piani di lettura più profondi con indizi e metafore».

Un racconto che guarda e punta all’oltre, alla comprensione con un titolo scelto non casualmente. «Perché dovrebbe essere più importante l’arrosto rispetto al fumo – si chiede Garofolo – come se nella vita contasse solo quello che si può vedere o toccare, quello da cui si può trarre beneficio. Questo mio libro vuole destabilizzare – ha concluso l’autrice – far cambiare la prospettiva e cercare di capire il perché, i motivi».

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