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Successo di Veltroni politico e regista

Successo di Veltroni politico e regista

Gremito il Cinema Moderno che lo ha ascoltato raccontarsi in un dibattito con Boris Sollazzo. Si è avuta la netta impressione che lo statista non ha passato la mano al suo genio cinematografico nel presentare un’Italia che non si conosce ma deve riconciliarsi 

di TONI MORETTI

CERVETERI – Poteva darsi per scontato il successo che ha riscosso Walter Veltroni giovedì sera a Cerveteri, infatti  nonostante il tempo inclemente, quando più o meno all’ora in cui lo si attendeva, la città fu investita da una vera e propria bomba d’acqua, il Cinema Moderno, dove è venuto per presentare il suo primo film da regista, era completo in ogni posto dove era possibile stare. A fare gli onori di casa, il giornalista e critico cinematografico Boris Sollazzo, che ha aperto con il sindaco Pascucci e Walter Veltroni un interessante dibattito non solo sul film, ma sulla cinematografia in generale, dando l’opportunità all’ospite della serata di raccontarsi, di ricordare aneddoti particolari, esperienze, punti di vista. 
Era ed è stata una grande opportunità per la città ospitare un personaggio come Walter Veltroni, avere l’occasione di sentirlo raccontarsi, vedere quanto la sua nuova veste di regista e sceneggiatore avesse preso la mano al vecchio politico dal tono pacato, avvolgente, come tutti lo ricordano e lo conoscono. Ebbene, il politico c’è ancora in quanto è pesantemente presente nei soggetti, nei dialoghi, nelle immagini del suo film “C’è Tempo”, dove traspare prepotente l’Italia che forse ha amato ed ama di più, quella dei sognatori che guardano gli aquiloni in volo, quella che si racconta attraverso la commedia all’italiana con il cinema.  Un’Italia che rivisita attraverso le emozioni di un tredicenne e di un fratellastro cresciuto ma non più di tanto in un viaggio che li aiuta a conoscersi. Come si fa a non identificare in una parte del nostro Paese Stefano, (Stefano Fresi) quarantenne precario e immaturo che fa un lavoro alquanto bizzarro, l’osservatore di arcobaleni, e in un altra parte Giovanni, il tredicenne fin troppo adulto per l’età che ha?  Come si fa a non cogliere quel fine messaggio della necessità di una conoscenza e di una riconciliazione tra Stefano, che si trova all’improvviso tutore legale di Giovanni in quanto suo fratellastro poiché avuto dal padre che tra l’altro non ha mai conosciuto? 
Profondamente diversi, i due intraprendono un viaggio in macchina che, fra diffidenze iniziali e improvvise complicità, si colora a ogni tappa e. scopriranno quanto essere fratelli possa essere sorprendente. C’è quindi il Veltroni politico che fa incontrare due Italie, le fa conoscere indugiando sugli aspetti che a lui piacciono estrapolandole dal cinema prodotto dai grandi, le riappacifica insistendo sull’importanza di essere fratelli.
C’è il Veltroni regista che ammalia per la sua genialità che è soltanto al primo vagito e che fa nutrire grandi speranze. Non potevano mancare i complimenti ed i ringraziamenti del sindaco Pascucci che dichiara: «Ringrazio Walter Veltroni per aver accettato il nostro invito. E’ un onore per Cerveteri aver avuto ospite una personalità di spicco e stimata come lui. È stato un evento davvero piacevole e la risposta del pubblico presente testimonia come queste sono iniziative che le persone apprezzano. Il successo dell’iniziativa conferma ancora una volta come la nostra Città sia una Città che desidera vedere cinema e parlare di cinema. Con l’occasione ringrazio di cuore la famiglia Della Longa e lo staff del Cinema Moderno per il grande lavoro che quotidianamente svolgono per la nostra città per la promozione del grande cinema e per la disponibilità dimostrata anche in questa occasione».
 E il commento dell’assessore allo sviluppo sostenibile del territorio Lorenzo Croci che ha patrocinato e sostenuto l’iniziativa che mette in risalto come sia stato un evento che ha dato ulteriore lustro ad una realtà fondamentale per Cerveteri come il Cinema Moderno, oggi unica sala cinematografica dell’intero comprensorio.

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