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Csp: dietro l'utile 2018 la voragine del dopo elezioni

Csp: dietro l'utile 2018 la voragine del dopo elezioni

Il risultato positivo con cui è stato chiuso il bilancio, pari a 30mila euro, rischia di nascondere aumenti dei costi per due milioni

CIVITAVECCHIA – Il Sindaco Cozzolino in persona ha illustrato l’approvazione del bilancio di Civitavecchia Servizi Pubblici per l’anno 2018. 
L’annuncio è avvenuto con toni fin troppo sommessi se si considera la straordinarietà dell’evento che sembra rappresentare un vero e proprio miracolo nel senso etimologico della parola. 
La ragione o la logica, infatti, rischiano di non essere sufficienti a spiegare il risultato positivo. 
Occorre considerare che, come noto a tutti, tra Comune e Csp sono stati sottoscritti undici contratti di servizio (le uniche fonti di entrata della società). Ognuno di questi determina una perdita. 
Questo almeno secondo quanto Francesco De Leva, amministratore di Csp, ha ripetutamente dichiarato presso le varie commissioni consiliari o a margine di esse.
Ma oggi avviene il miracolo: mettendo insieme tutti contratti negativi e in perdita, il risultato complessivo è positivo. La Csp perde soldi in ogni singola attività, ma complessivamente ha fatto registrare 30.000 euro di utile nel 2018. 
E forse è proprio questo il punto. Si parla di costi e ricavi imputati nei dodici mesi del 2018. Nulla trapela, infatti, sui primi mesi del 2019. 
E l’esperienza di Hcs è ancora troppo viva per i civitavecchiesi. 
In molti ricorderanno come la società presentava, nell’anno precedente, alle elezioni, un bilancio in pareggio ma pochi mesi dopo si scopriva una perdita di 11 milioni di euro.
Anche per Csp così, se si fanno due conti, ci si accorge facilmente che dietro l’apparente “miracolo” potrebbe nascondersi il peggiore dei “pacchi” per i contribuenti civitavecchiesi.
I bene informati, infatti, parlano già di “trucchetti del mestiere” anche piuttosto ingenui, utilizzati per pareggiare il bilancio 2018.
Secondo voci di corridoio, infatti, nel bilancio 2018 sarebbero stati inseriti, contro ogni principio contabile, ricavi pluriennali che dovevano, in realtà, essere “spalmati” anche sugli anni successivi. Al contrario invece sembrerebbe che costi del 2018 siano stati “posticipati” e inseriti nel 2019. Anche questa sarebbe una scorrettezza. Ma al di là di tali illazioni, si prenda per buono il risultato ufficiale di + 30.000 euro per il 2018.
Va considerato quindi che nel 2019, si è avviata la raccolta differenziata, con un aumento di costi (tra assunzioni e gestione del servizio) di circa 100.000 euro al mese. 
Nei 10 mesi di operatività (marzo-dicembre 2019), la Csp avrà quindi un aumento di costi di oltre 1 milione di euro, considerando le imminenti nuove assunzioni per estendere il servizio a tutta la città. 
A questo va aggiunto il fatto che per fare le assunzioni di questi giorni, si è dovuta restituire la “giornata trattenuta” a molti dei 400 dipendenti. Per il 2019, questa voce di costo sarà di almeno 500.000 euro in più rispetto al 2018. Si dovrà poi affrontare l’enorme contenzioso (mobbing, ecc.) in cui è coinvolta la società. Ed anche qui si parla di centinaia di migliaia di euro. 
Insomma a fronte di 30.000 euro di utile, a parità di ricavi, nel 2019 si sono già consolidati almeno 2 milioni di euro di costi in più. 
Tanto che già sembra trovarsi traccia, nei documenti societari, di una previsione di perdita per il primo semestre 2019 di circa 900.000 euro.
In altri termini, i 30.000 euro di utile, sono già stati ampiamente consumati e con il bilancio 2019, rimanessero così le cose, la perdita supererà certamente il milione di euro.
La stessa identica storia vista cinque anni fa. 
Tutti fatti che darebbero purtroppo pienamente ragione a chi da subito (in particolare il leader della Svolta Massimiliano Grasso) parlava di una Hcs2. 
Nel Gattopardo in salsa civitavecchiese insomma tutto è cambiato affinché nulla cambiasse.

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