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Falsa raccolta fondi per associazioni di persone sordomute nel centro di Bolzano

BOLZANO – Nel pomeriggio di lunedì, una pattuglia di Poliziotti di Quartiere della Questura di Bolzano, grazie alla conoscenza del territorio sviluppata in anni di pattugliamento dedicato nel centro cittadino, ha raccolto più segnalazioni di persone che avevano notato alcuni soggetti impegnati nella raccolta di fondi, da destinare asseritamente a fini di beneficenza. Memori di un intervento effettuato nella settimana scorsa sulla base di analoghe indicazioni, conclusosi con la denuncia in stato di libertà di un uomo per truffa, gli operatori li rintracciavano: si trattava di due donne, di cui una in stato interessante, ed un uomo, tutti di nazionalità rumena, che, fingendosi sordomuti, fermavano i cittadini, chiedendo insistentemente offerte per una fantomatica  associazione a tutela dell’infanzia e delle persone prive di parola ed udito.

 

FORNIVANO OPUSOLI CON FANTASIOSE ATTIVITÀ SVOLTE IN ITALIA E ALL’ESTERO

A sostegno della loro ingannevole richiesta, esibivano anche un foglio informativo, in cui fantasiosamente elencavano le attività svolte in Italia ed all’estero da tale “associazione”. L’opuscolo riportava anche simboli e diciture riconducibili ad attività a supporto di handicap. Carpendo la fiducia degli ignari cittadini, i truffatori riuscivano a farsi consegnare trenta Euro quale contributo, spesso, adducendo quale scusa la mancanza di banconote per il resto, trattenevano una quota pro capite superiore. Sulla base della condotta fraudolenta e del denaro ritrovato – sono stati infatti sequestrati 235 Euro, provento di poche ore di attività delittuosa, ed i documenti utilizzati a supporto dell’inganno – i tre venivano accompagnati in Questura, sottoposti a fotosegnalamento e denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bolzano per truffa. (Agg.16/4 ore 19,36)

I CONSIGLI DELLA QUESTURA

La Questura di Bolzano invita nuovamente i cittadini alla massima attenzione verso le attività di donazione, per quanto encomiabili, è opportuno che vengano indirizzate verso associazioni note o comunque certificabili. Inoltre ribadisce a chi nei giorni scorsi fosse stato avvicinato da questuanti che inoltravano questo tipo di richieste, a rivolgersi alla Questura, ai Commissariati di P.S. oppure alle Stazioni dei Carabinieri, per ottenere e fornire informazioni e, nel caso, sporgere formale querela. (Agg.16/4 ore 19,40)

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