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I racconti dei ragazzi del Giovanni Cena che hanno partecipato al progetto Erasmus

I racconti dei ragazzi del Giovanni Cena che hanno partecipato al progetto Erasmus

Coinvolti in 30 per una settimana formativa in quattro nazioni europee  

GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Prosegue l’intensa attività dell’Istituto comprensivo Giovanni Cena di Cerveteri, che conferma dunque la sua vocazione internazionale e la volontà di far inserire i propri ragazzi in un più ampio contesto di studio a livello europeo. Lo fa partecipando a quattro progetti Erasmus +, ideati e pensati alla perfezione sui ragazzi e sviluppati con un gruppo più che selezionato di partner europei. Una settimana formativa in quattro grandi nazioni europee: Portogallo, Lituania, Polonia e Turchia, ognuna con la sua storia, con le sue usanze, con i suoi percorsi, che in totale ha coinvolto oltre 30 ragazzi. Ecco alcuni stralci dei racconti dei ragazzi pieni di stupore, sorpresa, ma anche emozione per l’esperienza unica che hanno vissuto e che sperano di voler ripetere anche negli anni a venire. «Quest’esperienza mi ha cambiato, mi ha permesso di ampliare le mie vedute, di conoscere persone nuove e visitare nuovi luoghi, assaggiare cibi diversi e viaggiare per la prima volta senza i miei genitori all’estero, e soprattutto di dipingere di nuovi colori la mia anima»scrive Eleonora Bracaglia dopo il viaggio in Portogallo, ad Airas Felgueiras, una piccola cittadina vicino Porto. «Questo viaggio è stato un momento importante del nostro cammino verso la maturità: imparare ad adattarci ad un diverso stile di vita, al modo di mangiare, capire com’è la situazione negli altri Paesi e non limitarsi a pensare solo al proprio Stato, sono stati elementi importantissimi in questo percorso di conoscenza – scrive Arianna Ciorcas che continua – Per me è stata una grande sfida  farmi coraggio, “prendere il cuore in mano” e partire, sapendo che da quel momento avrei dovuto contare solo su me stessa. Devo ammettere che la Lituania è un Paese da ”invidiare”: è molto bello, con una grande storia alle spalle ed è anche molto sicuro». 
«E’ stata veramente un’esperienza unica e indimenticabile, ricca di emozioni, che mi ha fatto crescere tantissimo – scrive Dragusanu Alexandru dopo il viaggio in Turchia – Una volta arrivati ad Anamur, la nostra destinazione, tutte le mie preoccupazioni sono sparite perché mi aspettava una famiglia molto accogliente, con tanta voglia di ospitare, che mi ha fatto sentire uno di loro».  «Una volta arrivato in Polonia sono rimasto stupito dalla quantità di neve presente ovunque, non ne avevo mai vista così tanta! Siamo andati subito nella  scuola Podstawawej im.  Wladyslawa  Jagielly, dove l’accoglienza è stata molto calorosa; c’è stata un’esibizione di danza e abbiamo conosciuto le famiglie che ci avrebbero ospitato – l’esperienza di Tommaso Vaia – La famiglia che mi ha ospitato mi ha trattato molto bene e mi sono sentito sempre veramente a casa. Penso che i Polacchi, dal punto di vista dell’accoglienza, siano i migliori, tutto sommato sono molto vicini a noi Italiani per cultura, abitudini e religione. Insomma che dire, l’Erasmus è un’opportunità che ti fa crescere sia dal punto di vista culturale che umano. Ti fa capire che il mondo non finisce nella realtà in cui vivi ma è molto più vasto, ricco di culture e tradizioni diverse. Penso di essere cambiato come persona dopo questo viaggio, sono più aperto e desideroso di conoscere il mondo e sarei molto felice se in futuro fosse possibile ripetere una esperienza del genere, Mi piacerebbe incontrare nuovamente i ragazzi conosciuti in Polonia e spero molto che questo, in futuro, sia possibile. Il mondo mi aspetta!»

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