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Darsena Traghetti, Monti ricorda l'impegno di Ievolella

Darsena Traghetti, Monti ricorda l'impegno di Ievolella

L'ex presidente dell'Authority commenta la decisione della Corte d'Appello di confermare il proscioglimento per lui e gli altri indagati nella maxi inchiesta legata ai lavori di realizzazione dell'opera strategica. Riferendosi all'ex segretario generale dice: "So quanto abbia sofferto a causa di questo lungo procedimento. L’indagine che mi ha toccato ha di certo influenzato alcune importanti decisioni che hanno coinvolto il porto di Civitavecchia in questi ultimi anni"  

CIVITAVECCHIA – “Sono felice per il proscioglimento con formula piena del sottoscritto e di tutti gli altri indagati, che ha sentenziato la non sussistenza del fatto. È una soddisfazione che avrei voluto condividere con l’ingegner Maurizio Ievolella, purtroppo recentemente venuto a mancare, perché so bene quanto abbia sofferto a causa di questo lungo procedimento. Sono pienamente convinto che il non rinvio a giudizio lo avrebbe, almeno in parte, ripagato delle tante calunnie che ha dovuto subire con me nell’ultimo periodo del nostro mandato al servizio del porto. A lui ed alla sua famiglia va il mio primo pensiero”.

È il commento dell’ex presidente di Molo Vespucci Pasqualino Monti alla luce della decisione della Corte d’Appello di confermare il proscioglimento per lui e gli altri 15 indagati nella maxi inchiesta sui lavori di realizzazione della Darsena Traghetti e Servizi nella zona nord del porto; inchiesta esplosa nel 2014 con il sequestro dell’intero cantiere. A pagarne le conseguenze in tanti. A partire dallo stesso Monti. Perché se è vero che le cose non sono direttamente collegate, è altrettanto vero che l’ex numero uno dell’ente, al centro di quella bufera, è stato di fatto destituito dal proprio incarico mentre era in piena corsa per la propria riconferma in Authority.

“Ho sempre avuto grande fiducia e rispetto nei confronti della magistratura. Purtroppo siamo stati esposti ad una gogna mediatica che è durata troppo tempo.
L’indagine che mi ha toccato ha di certo influenzato alcune importanti decisioni che hanno coinvolto il porto di Civitavecchia in questi ultimi anni – ha infatti sottolineato Monti, oggi presidente dell’Adsp del Mare di Sicilia occidentale – e sicuramente qualcuno ha architettato questa vera e propria macchinazione e ne ha beneficiato, il tutto a discapito proprio del porto. Ma non voglio alimentare polemiche ne’ tantomeno entrare in argomenti che  fanno parte di una storia, di una brutta storia, che oramai fa parte del passato e sulla quale sono convinto sarà fatta giustizia. Posso solo dire che ho sempre operato con il massimo impegno possibile per far crescere il porto di Civitavecchia, sia in termini di traffici che di occupazione e tutto questo, ovviamente, nel pieno rispetto della legalità. E se oggi esiste un porto a Civitavecchia, penso sia giusto riconoscere che gran parte del merito è dell’ingegner Ievolella, perché ogni banchina, ogni molo, ogni metro quadrato costruito e realizzato lo si deve alla sua straordinaria professionalità. A quei mistificatori – ha concluso – che hanno architettato tutto questo ed hanno ingannato anche organismi della giustizia dico: “Ciò che inizia in rabbia finisce in vergogna”.

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