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Spaccio: quindici anni per la sentenza di primo grado

Spaccio: quindici anni per la sentenza di primo grado

Si è chiuso mercoledì il processo per due dei 14 indagati nell'ambito dell'inchiesta ''Poker'' partita nel 2004 

CIVITAVECCHIA – Quindici anni. Tanti ne sono serviti per arrivare alla sentenza di primo grado per due dei 14 indagati nell’ambito dell’operazione “Poker”, scattata a luglio 2004 e coordinata dall’allora sostituto procuratore Edmondo de Gregorio. Le cronache di quindici anni fa raccontano di una indagine condotta dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Civitavecchia che, dalla denuncia di una donna per furto di assegni in bianco e successiva spendita degli stessi, erano riusciti a sgominare un traffico di droga lungo tutto il litorale. Quattordici, appunto, le persone indagate, alcune delle quali finite anche in carcere. Dodici alla fine gli imputati, la maggior parte dei quali, nel corso degli anni, ha scelto di procedere con riti alternativi, patteggiando o chiedendo l’abbreviato. Tutti tranne due, difesi dagli avvocati Roberta Sacco e Antonio Maria Carlevaro, i quali hanno deciso di percorrere la strada del rito ordinario, vedendo cambiare in corsa almeno cinque giudici. “Un processo – ha commentato l’avvocato Sacco – al quale siamo stati sempre presenti, che non ha mai visto un rinvio non giustificato, fatto di eccezioni tecniche che ci hanno portato alla sentenza dopo ben 15 anni dai fatti. Eccepite le intercettazioni, la loro sovrapponibilità ed estensione ad altri indagati, non è stato dato il consenso alla rinnovazione degli atti attraverso lettura a seguito della sostituzione dei giudici, o alla produzione di prove che non riguardavano i nostri assistiti”. Sentenza emessa mercoledì scorso dalla dottoressa Guia Carlomagno, con i due avvocati che, nonostante si stesse nei limiti della prescrizione, hanno comunque chiesto l’assoluzione per gli assistiti perché non era stata perfezionata e raggiunta la prova di una loro colpevolezza. “D’altronde – ha aggiunto l’avvocato Sacco – il perito della procura che ha esaminato la presunta sostanza stupefacente sequestrata non è mai stato inserito nella lista testi”. Assolvendo i due imputati, però, c’era il rischio di una possibile riapertura delle altre posizioni; così il giudice, alla fine, ha deciso di chiudere il processo per la sopraggiunta prescrizione. Dopo quindici anni.  

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