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Via Crucis, migliaia le persone attente e riverenti

Via Crucis, migliaia le persone attente e riverenti

Una Piazza Aldo Moro straripante ha assistito alla tradizionale rievocazione lunga più di mezzo secolo. La rappresentazione si è conclusa con un lungo applauso quando il sindaco Pascucci ha invitato la folla a stringere in un abbraccio simbolico papà Valerio e mamma Marina; a seguire la benedizione di don Gianni, parroco della chiesa Santa Maria Maggiore  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quella di venerdì sera è stata, a mio giudizio, la più bella e convincente rievocazione della passione e della morte di Gesù Cristo alla quale abbia assistito negli ultimi anni. Si sentiva che i volontari che hanno rappresentato i vari personaggi, fossero giudei accusatori, ministri del culto, cristiani non ancora cristiani ma già perseguitati dai loschi pregiudizi di Erode, popolani già etichettati anche in quell’epoca come popolo “bove” da plagiare e da abbindolare fino a condurlo ad una scelta finale poco edificante come quella di liberare un assassino e condurre alla crocifissione un innocente, erano calati e avvolti nel loro ruolo con una passione che andava oltre, forse perché abbracciati da una folla formata da migliaia di persone attente, palpitanti, riverenti, grate per qualcosa che hanno vissuto fin da bambini, nei racconti delle nonne, negli insegnamenti delle mamme che hanno instillato in loro quel concetto di amore universale reso divino dal sacrificio di un uomo che ha amato la verità, che ha detto di essere figlio di Dio e che come tale è stato accettato perché se Dio è amore, non poteva essere diversamente. L’armonia, venerdì sera, era completa tra tutte le componenti che sono state protagoniste. Il famoso “Carroccetto” storico tecnico di luci e suono, ha superato se stesso dotando la scena di un suono nitido che ha reso le voci calde come i testi pretendevano e le colonne sonore coinvolgenti sbilanciandosi anche in riusciti ed opportuni effetti speciali pertinenti con una scenografia, frutto di operatori volontari attenti e scrupolosi che hanno montato tutto in un giorno. 
Superlativo il Longatti nel ruolo di Ponzio Pilato, padrone della scena nel rappresentare la potenza e allo stesso tempo l’indifferenza di Roma ad opprimere usi, culture e leggi dei popoli conquistati, tradizione purtroppo travisata ed abbandonata in momenti successivi e bui della storia moderna. Senza nulla togliere al contenuto e all’insegnamento divino, venerdì sera si è assistito alla rappresentazione di uno spaccato della storia dell’umanità. 
Il Cristo uomo che ha tracciato il destino dell’uomo. La povertà che lo sovrasta se privo di ideali e sentimenti non riesce ad universalizzare l’amore azzerando odi di appartenenza, diversità di etnie, egoismi frutto della sua natura, della sua parte istintuale e se per realizzare i suoi ideali non lotta, sfidando i poteri che lo stesso ha costruito con convenienti convenzioni sociali dettate dalla politica fino all’estremo sacrificio. 
Non dimentichiamo che Cristo ha lottato anche contro la chiesa del suo tempo per affermare l’unico Padre, il suo, che era l’amore, per l’uomo, per il mondo, per la natura e per tutto ciò di cui l’uomo era circondato.
«Ogni anno è una grande emozione – dichiara Pascucci – ringrazio di cuore tutti coloro che con profondo impegno rendono possibile tutto questo. Da Pietro Longatti a tutti i componenti del Comitato del Venerdì Santo. Un ringraziamento, è doveroso, anche a tutti coloro che hanno permesso che l’iniziativa si svolgesse in massima sicurezza, dalle Forze dell’ordine presenti ai gruppi volontari della Protezione Civile, le guardie ecozoofile di Fare Ambiente e la Croce Rossa».  E quindi, in chiusura, riprendendo il tema del dolore di una madre che perde un figlio, Pascucci, rappresenta tutte le persone presenti e stringe in un abbraccio mamma Marina e papà Valerio, genitori di Marco Vannini ricordando che la comunità lotta perché ottengano giustizia per la morte del loro unico figlio. Infine, la benedizione e l’augurio di una Buona Pasqua giunge anche da don Gianni Sangiorgio, parroco della Chiesa Santa Maria Maggiore che invita i presenti a santificarne la memoria con il rituale segno della croce .

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