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''Modifiche regolamento: un complotto''

''Modifiche regolamento: un complotto''

Lo sostengono De Angelis e Orsomando. Per questo una mozione al prossimo Consiglio   

CERVETERI – Dopo la pausa pasquale, si annuncia caldissima la prossima seduta del Consiglio comunale che è stato convocato per il 7 maggio alle ore 17, sarà anche oggetto di una mozione dell’opposizione contro quelle che De Angelis e Orsomando definiscono: «Le vergognose modifiche anticostituzionali apportate al regolamento comunale contro i gruppi consiliari». 
«Il Consiglio comunale del 24 gennaio scorso è stato assurdo – esordiscono i due consiglieri – come assurdo è stato,  in quel contesto, il comportamento di un presidente del Consiglio  tutt’altro che super partes, anzi pienamente di parte il quale ha permesso che la seduta prendesse una piega grottesca e diventasse una contesa, dove sia lui, che il sindaco e la sua maggioranza, hanno messo in piedi l’ennesimo atto di bieca politica che solo questa maggioranza logora poteva mettere in scena. Un atto dettato da un evidente arroganza, mancanza di rispetto, distorsione dei fatti e noncuranza delle leggi superiori con cui si è tentato anche di applicare un assurdo giro di vite e mettere un bavaglio alle minoranze apportando delle modifiche anticostituzionali al Regolamento comunale con le quali si vorrebbe impedire, ad alcuni consiglieri comunali mentre ad altri no, l’esercizio dei propri diritti di rappresentanza elettiva facendo  “Figli e figliastri” e “obbligandoli”, sistematicamente, ad entrare in altri gruppi politici o addirittura nel gruppo misto. Visto il “guazzabuglio” amministrativo e gli evidenti criteri di incostituzionalità abbiamo da subito contestato e presentato emendamenti modificativi di aggiustamento insieme all’opposizione, emendamenti puntualmente “bocciati” dalla maggioranza, dal sindaco e dal suo presidente del Consiglio a dimostrazione che vi era, probabilmente, un vero e proprio piano finalizzato a zittire le opposizioni e ridurle ai minimi termini». 
Si ipotizza da parte dei due un autentico complotto per cui «A fronte di ciò – proseguono – durante la prima settimana di aprile abbiamo presentato formale esposto – denuncia sollecitando un intervento urgente al prefetto di Roma e dando mandato ai nostri legali per attuare quanto ritenuto idoneo, a tutela della nostra posizione elettiva di consiglieri comunali, al fine di fermare l’assurdo procedere di questa Amministrazione e del presidente del consiglio Carmelo Travaglia che, a quanto ci risulta, si sono rimangiati impegni amministrativi come quello di rivedere, nel nuovo regolamento, le procedure di costituzione dei gruppi consiliari e dei relativi capi gruppo evidenziando una manovra subdola tendente a svalutare il peso politico di alcuni consiglieri declassandoli a “figli di un Dio minore”. A seguito di tutto ciò e in funzione di questa nostra battaglia democratica e del rispetto dei diritti elettivi acquisiti che interessa tutti i consiglieri, durante questi giorni abbiamo appreso e ci siamo confrontati con alcuni colleghi di opposizione di parte del centrodestra che ci sosteranno presentando una dettagliata mozione al Consiglio comunale richiedendo l’impegno all’immediata modifica di alcuni articoli del Regolamento comunale inerente la composizione dei gruppi consiliari e la posizione della figura dei capigruppo al fine di ripristinare il giusto equilibrio tra democrazia amministrativa, volere del popolo e diritto elettivo».
«Noi – concludono Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando, rispettivamente capo gruppo di “legalità e trasparenza e di “Forza Italia – naturalmente, voteremo e invitiamo a votare tutti i consiglieri, la mozione che, come contenuti, riprende alcuni nostri emendamenti modificativi già presentati durante la seduta del 24 gennaio scorso precisando, sin da ora, che nel caso di esito negativo proseguiremo con le opportune azioni legali in merito anche se c’è chi dice che sono soldi spesi invano. I nostri elettori sappiano che siamo determinati e tutti i cittadini devono essere consci che con questi presupposti si rischia di far scadere un ordinamento democratico in un governo di maggioranza esclusivo e autoreferenziale che non giova al buon governo della cosa pubblica». 

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