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Tvn: domani sciopero e sit-in

Tvn: domani sciopero e sit-in

Gli elettrici incrociano le braccia contro la possibile drastica riduzione di organico. Il sindaco Cozzolino: ''Sarò ad esprimere la mia solidarietà ai lavoratori''. L'Usb chiede al Comune di convocare con urgenza l'Osservatorio permanente sulla centrale Enel. Ugl: ''La salvaguardia dell'occupazione passa dalla decarbonizzazione''. Solidarietà anche di Marietta Tidei 

CIVITAVECCHIA – Giornata di sciopero e sit-in, quella di domani, per quanto riguarda i lavoratori elettrici di Torrevaldaliga Nord. L’iniziativa è stata indetta da Filctem-Flaei-Uiltec e Usb contro la volontà Enel di procedere ad una drastica riduzione dell’organico della centrale di Torrevaldaliga Nord: si parla di tagliare ben 97 posti di lavoro, poco meno del 30% dell’attuale personale. “Per contrastare l’azienda elettrica, lo sciopero mira non solo a fermare gli impianti di produzione per 24 ore, bensì – hanno spiegato dall’Usb – a sollecitare la dovuta attenzione da parte della città e delle istituzioni: per questo i lavoratori elettrici parteciperanno a due sit-in nella stessa giornata, il primo fino alle 10 davanti alla centrale e un altro a seguire sotto il Comune di Civitavecchia”.

Il sindaco Antonio Cozzolino sarà presente al sit-in per esprimere solidarietà ai lavoratori. “Ribadisco che come Sindaco non posso accettare la presa di posizione di Enel che dichiara 97 esuberi a Tvn rimangiandosi – ha spiehato – quanto asserito nella seduta del tavolo del lavoro della fine del 2018 e senza prendere in considerazione una delle alternative che negli anni sono state proposte in vista della dismissione della produzione da carbone. Esuberi che poi non trovano motivazione nell’andamento di un impianto il cui rendimento è abbondantemente sotto quello previsto da Enel stessa con tutto quello che ne consegue in termini ambientali, di sicurezza sul lavoro e di necessità manutentive. Esuberi che non possono non riflettersi anche sull’indotto di Tvn e per il quale è un dovere trovare le giuste alternative. A dispetto di quello che qualcuno può pensare il nostro lavoro sul tema non si è mai fermato. Martedì mattina conto di poter dare ai lavoratori informazioni sul dialogo in corso con MISE e Ministero dell’Ambiente”. 

Ma per l’Usb occorre fare di più. “Alla notizia dello sciopero abbiamo registrato numerose dichiarazioni di sostegno in favore dei lavoratori. Un fatto sicuramente positivo – hanno sottolineato – dobbiamo tuttavia constatare come ad affermazioni così impegnative e in generale molto dure nei confronti di Enel, non abbiano finora fatto seguito concrete iniziative da parte dei numerosi rappresentanti politici cittadini presenti nelle istituzioni, sia a livello comunale, che regionale e nazionale. Sorprende in particolare che a fronte dei 97 esuberi annunciati da Enel, di appalti sempre meno redditizi e di aziende aggrappate agli ammortizzatori sociali, e soprattutto nella prospettiva di una chiusura della centrale al 2025 confermata anche dall’attuale Governo, nessuna forza politica abbia sentito l’esigenza di chiedere almeno la convocazione dell’Osservatorio Permanente sui problemi del lavoro collegati alla centrale di Torrevaldaliga Nord. Uno specifico strumento di confronto che dovrebbe invece essere attivato con la massima celerità per mettere intorno a un tavolo i diversi soggetti coinvolti: Enel, in primo luogo, chiamata a chiarire il proprio impegno presente e futuro nel territorio, e quindi il Comune, le organizzazioni sindacali e quelle datoriali”.
Ecco perché il sindacato ha chiesto ufficialmente l’attivazione dell’Osservatorio, suggerendo anzi di invitare ai lavori anche esponenti della Regione Lazio, dirigenti del MISE e, soprattutto, rappresentanti del Governo. “Perché è il Governo nazionale, ovvero lo Stato ad aver deciso in passato di realizzare a Civitavecchia ben tre centrali elettriche, a prefigurare oggi la chiusura di Torrevaldaliga Nord – hanno aggiunto – e a possedere in ogni caso quota decisiva del pacchetto azionario di Enel. Tutti, i lavoratori per primi, sono ormai consapevoli della necessità di accelerare nella transizione verso una produzione elettrica sempre più sostenibile e meno dipendente dalle fonti fossili. Occorre però avere chiaro che un simile processo può essere fatto in molti modi, perché esiste un partito del carbone ma anche un partito del gas, perché meno Enel può anche significare più privato, e perché, da ultimo, c’è sicuramente chi vorrebbe chiudere Torrevaldaliga Nord anche senza garantire investimenti alternativi, nuovi posti di lavoro e compensazioni per il territorio. La transizione potrà essere vincente – hanno concluso dall’Usb – solo se condotta in modo democratico e partecipato, per l’affermazione di fondamentali interessi collettivi quali la tutela ambientale, il lavoro e lo sviluppo. Lavoriamo in questa prospettiva”.  

Sulla questione interviene anche l’Ugl, con la segretaria Fabiana Attig che esprime massima solidarietà ai lavoratori in sciopero domani. “Le ultime dichiarazioni allarmistiche da parte dell’Enel circa la futura fuoriuscita dal carbone, non sono altro che piccoli avvertimenti per far crescere la paura sulle perdite occupazionali – ha spiegato – un allarme finalizzato per dividere e non condividere. Civitavecchia deve essere “decarbonizzata” senza se e senza ma e, senza perdere una sola forza lavoro. Questa deve essere la posizione univoca di tutte le forze sociali e politiche. Non ci sono ragioni tecniche che impediscano, con un così adeguato preavviso al 2025 di studiare e predisporre soluzioni che permettano di transitare dal carbone alle fonti rinnovabili garantendo, al contempo, il mantenimento dei livelli occupazionali e delle garanzie sociali. Utilizzare lo strumento della vecchia e classica tattica dilatoria e terroristica per proteggere gli interessi di chi gestisce queste centrali e usare la tradizionale arma del ricatto occupazionale – ha concluso – è l’azione più sconsiderata che si possa mai accettare per la nostra città. Troppo ha già dato e sta dando in termini non soltanto di perdita occupazionale, quanto in termini di salute e di vite umane”. 

 “Domani saremo a fianco dei lavoratori elettrici di Torrevaldaliga Nord che hanno indetto uno sciopero di otto ore per chiedere al Comune di convocare con urgenza l’Osservatorio permanente sulla centrale. In tanti anni Civitavecchia è stata fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico nazionale e il contributo dato dal territorio è stato imponente: Enel ne tenga conto, non può assolutamente dimenticare che la centrale di Torrevaldaliga Nord è stata un assett strategico”. Lo dichiara, in una nota, la consigliera regionale del Lazio e vicepresidente della commissione Attività produttive e Sviluppo economico Marietta Tidei (Pd). “Siamo vicini alla preoccupazione dei lavoratori per la prospettiva, indicata da Enel, di ridurre l’organico della centrale di ben 97 posti, poco meno del 30% del personale attuale. Tutti i posti di lavoro vanno tutelati e questo deve valere sia per il personale della centrale che per il personale dell’indotto: nessun posto va perso. Su questo Enel deve assumersi un impegno forte e responsabile”, aggiunge. “È altrettanto doveroso che fin da subito si attivi un confronto serio per conoscere quali sono le prospettive che si apriranno per la centrale dopo il 2025, data fissata per l’addio al carbone. Quali strategie verranno messe in campo? È un interrogativo che necessita di una risposta fin da subito sia per i lavoratori attualmente impiegati sia per le imprese locali, che devono conoscere quali opportunità che già da oggi si possono aprire per loro  nel campo delle energie rinnovabili e negli investimenti di Enel su tutto il territorio nazionale così come negli altri progetti che si avvieranno tra qualche anno”, prosegue. “Le imprese e i lavoratori vanno tutelati tutti. Le istituzioni, tutte, devono mettere in campo le stesse energie profuse per le altre recenti vertenze occupazionali”, conclude Tidei.

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